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Speciale Wojtyla – 2.329 le persone colte da malore e soccorse nelle tende del 118, 105 quelle trasportate in Ospedale


Speciale Wojtyla – Il Cardinale Bagnasco si complimenta con la Città di Roma per l’accoglienza offerta: “Ha dato un esempio miracoloso di efficienza e amore”


Speciale Wojtyla – Poco prima della cerimonia muore d’infarto il Cardinale spagnolo Agustin Garcia Gasco Vicente. Il porporato era Arcivescovo emerito di Valencia


Speciale Wojtyla – Polonia, partita subito la corsa a dedicargli parrocchie e altari. Il primo decreto firmato dal Cardinale Dziwisz per una Parrocchia sui monti Tatra


Speciale Wojtyla – Politici, Istituzioni, Reali, Diplomatici, Capi di Stato e di Governo salutano il ‘grande Papa’. Assenti i Presidenti di Stati Uniti e Russia, presente il discusso Mugabe


Speciale Wojtyla – Indulto speciale della Congregazione per i Sacramenti, l’annuncio del Cardinale Canizares: “Potrà ricevere culto pubblico in qualsiasi Diocesi ne faccia richiesta”


Speciale Wojtyla – L’inno di lode del premier Silvio Berlusconi a Ratzinger: “Lei è straordinario”


Speciale Wojtyla – A Cracovia in 100.000 in festa per il loro eroe malgrado la pioggia impietosa. E ‘Sigismonda’ torna a suonare


Speciale Wojtyla – Test importante per la Capitale, la macchina organizzativa regge. La soddisfazione di Prefetto e Questore


Giovanni Paolo II ufficialmente Beato. Benedetto XVI: “Un gigante della santità e una roccia nella malattia. Seppe ridare al cristianesimo la speranza ceduta al marxismo e al progressismo”

  

CITTA’ DEL VATICANO – Un ”gigante”. Ha ”rivendicato” al cristianesimo la ”speranza” che era stata ”ceduta al marxismo e all’ideologia del progresso”. Un uomo di fede, dalla grande ”carica umana”. Nella ”sofferenza”, una ”roccia”. Primo Pontefice negli ultimi mille anni a beatificare il predecessore, Benedetto XVI ha raccontato alla folla in piazza San Pietro il ”suo” Papa, mescolando riflessione e sentimento, storia del mondo e vicende personali, interrotto sette volte dagli applausi di una folla che in citta’ e’ stata stimata attorno al milione e mezzo di persone. E presiedendo un rito suggestivo e ricco della tradizione della Chiesa, dalla richiesta di beatificazione espressa dal vicario di Roma, il Cardinale Agostino Vallini, alla formula recitata da Ratzinger, al disvelamento dell’arazzo con l’effige del Beato sulla facciata della Basilica, alle preghiere e letture in 12 lingue del mondo. Come dimenticare quel giorno di sei anni fa in cui lui, Cardinale-Teologo che aveva trascorso quasi un quarto di secolo tra la Congregazione e le biblioteche, si trovo’ a celebrare i funerali del Wojtyla missionario, viaggiatore, prima atleta di Dio, poi invalido, amato dalle folle, adorato dai giovani? E il Papa ricorda: ”Sei anni fa, in questa piazza, eravamo nel ‘dolore’, ma gia’ aleggiava il profumo della sua santita”. Per questo, pur rispettando la normativa della Chiesa, Benedetto XVI ha ”voluto’ ”procedere con discreta celerità”. Una risposta indiretta a quanti avrebbero voluto Wojtyla ‘Santo subito’ e a quanti, all’opposto, giudicano troppo rapida la beatificazione. Ora ”il grande giorno e’ arrivato”: Giovanni Paolo II ”e’ Beato per la sua fede, forte, generosa, apostolica”, ed e’ Beato ”perche’ cosi’ e’ piaciuto al Signore”. Karol Wojtyla, rammenta ancora Ratzinger, ”sali’ al soglio di Pietro portando con se’ la profonda riflessione sul confronto tra il marxismo e il cristianesimo, incentrato sull’uomo” e, soprattutto con il Giubileo del 2000, ”ha dato al cristianesimo un rinnovato orientamento al futuro”. Poi, ”ha aiutato i cristiani di tutto il mondo a non aver paura di dirsi cristiani” e ”quella carica di speranza che era stata ceduta in qualche modo al marxismo e alla ideologia del progresso, egli l’ha legittimamente rivendicata al cristianesimo”. Benedetto XVI ha ulteriormente assunto su di se’ lo stesso sforzo del Pontefice polacco di recuperare la Chiesa al mondo globalizzato, e al mondo l’interesse per Dio. E lo ha fatto anche raccontando la ”personale esperienza” dei 23 anni di collaborazione con Giovanni Paolo II: come ha imparato a conoscerlo; come ne e’ rimasto ”colpito ed edificato”; come lo ha visto in preghiera ”immergersi nell’incontro con Dio, pur nelle incombenze del ministero; come lo ha contemplato resistere come una ”roccia” alla malattia. Beatificando Wojtyla, Benedetto XVI ha compiuto un ulteriore passo per fare di Karol Wojtyla non una figura del passato, ma un modello di vita; non una star, ma un Santo. Il mondo globale aspetta proposte di qualita’ che parlino all’intelligenza, ma che siano traducibili in esperienze di vita. E il Papa teologo lo ha capito alla perfezione. Particolarmente toccante, durante la Messa, il momento in cui Suor Tobiana, che per anni si è presa cura di Giovanni Paolo II, e Suor Marie Simon Pierre, la religiosa francese guarita dal Parkinson per intercessione del Pontefice polacco, hanno portato in processione a Ratzinger l’urna contenente il sangue del neo Beato. Benedetto XVI, visibilmente commosso, ha baciato la reliquia (foto) ed ha poi lasciato che la stessa venisse posta sullo spazio appositamente riservato sul sagrato di Piazza San Pietro.