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Quando Pio V scongiurò l’invasione islamica dell’Europa con l’arma del Rosario
di Giuseppe Massari
CITTA’ DEL VATICANO – Il decimo mese dell’anno, ottobre, come maggio, il quinto del calendario, è significativamente dedicato alla Vergine Santissima e potente, a Colei che ci invita a contemplare i misteri di suo Figlio e della sua Vita immortale. Ottobre è, per ogni cristiano, il mese per eccellenza, riconosciuto come il mese del Rosario, la soave preghiera che Maria non si è mai stancata di consigliare, attraverso i pastorelli di Fatima, attraverso la giovane Santa Bernadette di Lourdes. Mediante il Rosario, corona di misteri, di fede, di amore, di devozione, di speranza, di fiducia, di cammino peregrinante verso il regno beato, noi stringiamo il nostro sigillo di comunione e appartenenza alla Vergine che libera il mondo da ogni male, da ogni iniquità e nefandezza umana. Il Santo Rosario, preghiera della Chiesa universale, ha avuto la forza prorompente di scacciare i demoni della storia e dalla storia. La preghiera solenne a Maria è il pegno e la corona al gaudio terreno ed eterno. Il Rosario, immortalato nella storia della Chiesa sin dai tempi di San Domenico da Guzman, fondatore dell’Ordine dei Predicatori, ha avuto la capacità di scongiurare pericoli di secolarizzazione e di invasioni scristianizzanti. Se il 7 ottobre è la festa del Santo Rosario, ad esempio, è perché attraverso questa forza propositiva e di persuasione, furono sconfitte, nel 1571, le invasioni islamiche pronte ad impadronirsi dell’occidente cristiano. E’ perciò facile immaginare come la potenza divina, attraverso la sua Figlia prediletta, la Madonna, abbia scongiurato il peggio. L’attuale festa del Rosario è rintracciabile nella memoria liturgica della Beata Vergine Maria della Vittoria, istituita da San Pio V, domenicano, dopo i fatti storici legati alla guerra di Lepanto. La storia ci ricorda che i musulmani, dopo aver oppresso e annientato la religione cristiana, molto fiorente nell’Africa del Nord, risalendo verso l’Europa, minacciando e facendo scempio con orde barbariche in gran parte dei Paesi che si affacciavano nel Mediterraneo, invadendo la Sicilia, fin verso i Balcani, penetrando nella Spagna, dopo aver minacciato la Francia, si prefissero di mettere a repentaglio i capisaldi del cristianesimo, ponendo in serio pericolo la stessa cultura occidentale. Il Papa San Pio V, venuto a conoscenza di questo disegno criminoso, dette vita ad una lega fra le nazioni cristiane, costituendo due flotte munite di una corona sacra per la recita del Santo Rosario. Domenica 7 ottobre 1571 le due flotte si scontrarono con i musulmani nel golfo di Lepanto. La collisione, nonostante la presenza minoritaria dei cristiani, non ebbe conseguenze catastrofiche per i seguaci del Papa. Anzi, i cristiani ebbero la meglio con una strepitosa e schiacciante vittoria sulle truppe nemiche. Questo risultato, che segnò la sconfitta dell’Islam sull’Europa, fu visto, da parte del Romano Pontefice, come un segno prodigioso della Madonna, e per tale motivo il 7 Ottobre venne dichiarato “Festa della Beata Vergine della Vittoria”. Successivamente, con Papa Gregorio XIII, per interessamento dei Padri di San Domenico, nel 1573, la stessa Festa assunse il nome di Beata Vergine del Santo Rosario. Nel 1716, il Papa Clemente XI, in occasione di una nuova vittoria riportata dai cristiani nel difendere l’Europa dal pericolo musulmano, estese la celebrazione della Madonna del Rosario a tutta la Chiesa Universale. San Pio X, nel 1913, riportò quindi la festività solenne nella data storica del 7 ottobre, dopo che, precedentemente, Leone XIII, riconosciuto e definito da molti come il Papa del Rosario, con l’Enciclica “Supremi Apostolatus” del 1° dicembre 1883, dedicò l’intero mese di ottobre alla Madonna del Rosario. Alla luce di questi frammenti di storia, oggi più che mai, sull’onda di invasioni poco piacevoli, soprattutto sul piano della convivenza e della tolleranza fra i popoli, o sulla scorta di una supremazia che molti altri vogliono imporre con la violenza fisica e psicologica alla nostra sacrosanta cultura, la recita del Santo Rosario deve essere sentita e praticata, se non vogliamo soccombere all’ostracismo di chi pensa di portare i cammelli di Maometto in Piazza San Pietro.
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