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Diciamo ‘no’ alla Tv spazzatura
di Matteo Orlando
CITTA’ DEL VATICANO – Tv: usare con cautela e tenere fuori dalla portata dei bambini. Potremmo aggiungere questa bella scritta in evidenza su ogni apparecchio televisivo. Sì, perché come un medicinale, il televisore deve essere proprio usato con cautela, in particolare dai più piccoli. La mia è una provocazione? No. Anzi, vi invito un attimo al ragionamento. Quelle volte, poche a causa di diversi impegni, che mi alzo dalla poltrona (o sedia) dopo aver visto qualcosa (di non controllato in precedenza) in TV, sono indignato. Perché? Alzi la mano chi non trova, spesso, la televisione volgare, senza valori, senza ispirazione a quel minimo di decenza che necessita. In certi programmi, in pieno giorno o in prima serata (non parliamo poi degli streap-tease per la promozione dei numeri a pagamento durante la notte, diffusi da tante emittenti locali!), succede di tutto, con la comunicazione per immagini che entra nelle case prepotentemente, senza alcun rispetto per i telespettatori. E pensare che il televisore è uno strumento che cerca i giovani, ed è uno strumento a cui i giovani spalancano volentieri la porta delle loro anime. E cosa ne ricavano? Tantissime immagini di omicidi, violenze, crimini vari, sesso… E questo non solo sulle televisioni private. Ma anche sui canali RAI. Paghiamo il canone ma non otteniamo certamente programmi educativi (se non in pochissimi casi). E verrebbe d’esclamare, come qualcuno ha fatto, “non paghiamolo più questo maledetto canone…”. Quale la sensazione? Che la quasi totalità dei programmi televisivi è studiata per rendere gli italiani più stupidi, privi di creatività, privi di capacità critica, privi di senso morale. Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, naturalmente, ma secondo me noi italiani siamo proprio sempre più carenti di creatività, di capacità critica, di sensibilità morale. Sono pessimista? Non saprei. Ma la nudità con cui si presentano attrici e attori nei film, ballerine, vallette, mi fa pensar male! Ma non c’è solo questo. Avete mai notato la “normalizzazione” del peccato proposta dai TG? E che dire dell’esaltazione quotidiana dell’omosessualità in film e fiction, dell’impegno al riconoscimento statale del valore della pratica omosessuale e la pretesa di convincere con soldi pubblici chi la pensa diversamente, con quelle campagne pro-gay che vogliono l’eliminazione radicale della concezione cristiana della vita attraverso la costruzione di un mondo dell’irrealtà, che si pretende essere l’unico vero, da imporre a tutti come l’unico possibile, in un clima di acceso anticristianesimo, come dimostrano recenti attacchi a qualsiasi segno o discorso pubblico che richiama a Gesù Cristo e alla cristianità? E poi, sempre in tv, gesti volgari e linguaggi da osteria offendono la dignità, la pulizia morale e la grazia della persona umana, sia uomo che donna (e purtroppo, soprattutto la donna, che viene offerta non come persona integrale ma solo come capace di offrire piacere carnale, solo sesso, sensualità assetata di piacere). E, ancora, divorzi, scambi di coppie, tradimenti, apologia dell’illegalità e dell’immoralità, promozione della droga cosiddetta leggera. Insomma, la nostra è diventata una società amorale, quella del “che male c’è?“, società che, cristianamente parlando, ha perso il senso del peccato. Con una tragica conseguenza. Quale? Che chi pecca, sapendo di peccare, può anche pentirsi; ma chi non sa o presume di non sapere di peccare, non può avere neppure la grazia del pentimento. Ed, anzi, ha le porte spalancate verso il regno dell’antagonista di Dio, satana. E, dunque, le porte spalancate verso quello stato soprannaturale chiamato inferno. Che fare, allora? Gesù diceva che, purtroppo, “i figli delle tenebre sono più accorti dei figli della luce”; ma egli desiderava che i suoi discepoli fossero, sì, semplici come le colombe e miti come gli agnelli, ma anche furbi ed audaci come i serpenti. Ora, visto che il 90% degli italiani si dichiara cristiano, perché non seguire ciò che Gesù ci insegna? Possibile che gli italiani, almeno i buoni italiani, non siano capaci di ribellarsi? Possibile che non sappiano fare ‘CLIC’ sul telecomando per spegnere e non guardare certi programmi che degradano i telespettatori intellettualmente e moralmente, mediante gesti, parole e simili? Dobbiamo davvero rassegnarci? Evidentemente no. Vogliamo fare dalle colonne di ‘Petrus’ un appello alle famiglie che hanno a casa gli strumenti che registrano (chissà in quale modo!) gli ascolti auditel. Fate energicamente la vostra parte. Dimostrate di possedere gli ‘attributi’ e di esseri liberi. Cambiate canale o spegnete direttamente il televisore quando non ne potete più di violenza, sesso, degrado morale. Anche chi non appartiene all’Auditel si può ribellare. Certo, all’inizio costa fatica. Ma non siate vigliacchi. Difendiamo il nostro diritto a non essere inondati dalla “melma” televisiva. E magari diamo un’occhiata a tv pulite come il CTV, TELEPACE, TRSP, SAT2000, RAINETTUNO SAT, TELE PADRE PIO e poche altre, purtroppo!
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