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Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

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di Padre Antonio Rungi



Famiglie sempre più divise

di Giuseppe Massari

CITTA’ DEL VATICANO – Come ogni anno, l’Istat, l’Istituto di statistiche, diffonde dati relativi all’andamento della vita familiare, in particolar modo riferiti alle separazioni, ai divorzi, agli affidi di minori. Dai dati presentati emerge la tendenza dei nuclei familiari sempre più disgregati. Sui dati esaminati nel periodo 1996-2006 viene fuori che le separazioni sono state 80.407 e i divorzi 49.534. Entrambi gli eventi sono notevolmente aumentati. Infatti, rispetto al 1996, le separazioni hanno avuto un incremento del 39,7% e i divorzi del 51,4. In confronto all’anno precedente, nel 2006 le separazioni diminuiscono del 2,3%, confermando la flessione del fenomeno già osservata nel 2005 (- 1,1% rispetto al 2004), mentre i divorzi continuano a crescere (+ 5,3%). Basta questa piccola fotografia, diffusa nei giorni scorsi, per farci riflettere sul significato del matrimonio, religiosamente inteso, perché nelle casistiche riportate non bisogna dimenticare il vincolo coniugale sancito, consacrato e benedetto ai piedi di un altare. Ovviamente, non faremo riferimento ai matrimoni civili o a quelle unioni di fatto che non sono state ufficializzate né civilmente né religiosamente. Sul piano strettamente religioso ci poniamo un serio interrogativo. Perché questa crescente crisi della famiglia? Come mai la vita di coppia dura così poco e si rompe così presto, anche in presenza di figli, anzi, incuranti di loro? Le ragioni sono molteplici e anche di una gravità eccezionale. E’ venuto meno il senso dello status della paternità e della maternità responsabili. E’ venuto meno il senso del dovere civico ed educativo che la famiglia ha sempre avuto, e che è andato via via smarrendo e perdendo, come avamposto alle insidie della modernità e della mondanità, o del modo sfrenato di concepire la vita, senza inibizioni, frenetica, accorsata verso l’edonismo e il consumismo. Ci pare di poter dire, al di là di tutto, che manca nelle parrocchie e nelle diocesi una sana e corretta pastorale della famiglia, volta non solo a preparare le coppie, cosa che peraltro si fa con i famosi corsi prematrimoniali, quanto piuttosto a creare metodi e sistemi preposti alla cura dei nuclei familiari appena nate. Metodi e sistemi di aiuto per seguire l’evoluzione cristiana del nucleo nascente, alle prese, a volte, con i problemi economici, sociali, culturali, familiari. Manca, per dirla con una parola, l’assistenza alla famiglia, alle famiglie. Compito educativo della Chiesa deve essere anche quello di non quietarsi la coscienza solo perché le giovani coppie hanno celebrato il rito del matrimonio davanti al sacerdote, senza coglierne il significato di Sacramento, di unione sponsale dichiarata davanti a Dio che ha detto: “Non separi l’uomo ciò che Dio unisce”. La famiglia cellula della vita, che dà la vita, non può essere lasciata al suo destino, non può essere lasciata alla corruzione del relativismo, del pressappochismo, della superficialità, delle vie brevi e meno difficoltose per “sopportare” una vita di coppia, con o senza figli. Oggi, il divorzio, la separazione, la possibile futura convivenza sono il gioco più facile per aggirare gli ostacoli e le difficoltà che la vita propone, impone e detta, purtroppo, con i suoi ritmi. Per cui se non si è sufficientemente preparati, la scorciatoia del divorzio o della separazione diventa la strada più consona per rompere, per distruggere un rapporto. Queste amare riflessioni sono il frutto di una persona che ha condiviso la scelta matrimoniale religiosa e che da ventisei anni condivide con il resto della sua famiglia composta da moglie e due figli. La digressione personale è stata utile per confermare la cementificazione di una famiglia nata sul nulla, sulla povertà, sulla miseria, ma arricchita dalla presenza dei figli, delle soddisfazioni, delle sofferenze, che non sono mancate, ma superate con lo spirito della fede, con quella fede che non è gigantesca, ma quanto basta per vivere, e non sopravvivere, una vita dignitosa, coerente con il passo fatto alla presenza di Dio, che ha voluto il vincolo nuziale benedetto dalle sue mani e dal suo sguardo. Ogni famiglia ha bisogno di recuperare la fede. Se manca questa, tutte le battaglie sono perse in partenza. Così, i divorzi e le separazioni possono bussare ad ogni porta.