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del Cardinale Angelo Comastri

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di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

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di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

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La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
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Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Miagolii e guaiti

di Seripando

CITTA’ DEL VATICANO – Avrei voluto – Dio solo sa quanto – nobilitare i soggetti della mia riflessione con la citazione evangelica “vi perseguiteranno pensando di dar gloria a Dio”, ma mi sono reso ben presto conto che sarebbe stato dar loro troppo onore, soprattutto cercando in qualche modo di salvare – come retta – la loro disonesta intenzione. Ah, certamente ora “pontificheranno” ancora, intingeranno per l’ennesima volta la loro penna avvelenata nel calamaio miasmatico del loro cuore vuoto, grideranno allo scandalo come pestilenziali cloache scoppiate sotto il sol leone; ma in verità gli schizzi della melma in cui si rivoltano -forti del loro nulla – non possono in alcun modo intaccare la pace olimpica che impera nei nostri animi. Miei cari cinque lettori, volete sapere perché? Volete sapere per quale motivo noi – amici e collaboratori di Petrus – restiamo indifferenti al “miagolio e al guaiolare” di certi compari accattoni? E se ora mi degno di prenderli in considerazione è perché sono animato da un unico intento, identico a quello di un padre che porta a passeggio il suo bambino e lo mette in guardia dal calpestare certi “codeau canini” che altrimenti imbratterebbero il loro entusiastico cammino. Sì, miei cari cinque lettori, desidero – oggi e per sempre – preservare il vostro e mio generoso percorso sulle orme di Pietro incontro a Cristo da quella melma che potrebbe bloccarlo e persino risucchiarlo. Dunque, vi rispondo. In questi giorni leggo – incredulo – certe abnormi e gratuite cattiverie a proposito del nostro giornale e del nostro Direttore. Ma resto sereno perché so quale è la motivazione di tanto livore… e per dirla tutta: quello che più mi “sorprende” è che in certi “quotati” luoghi si dia spazio – in contraddizione con se stessi… – a tali vomiti incontrollati di bile, frutto di menti perverse e pervertitrici. Ergo, sono sereno! Siatelo anche voi! Purchè non diate ascolto ai “miagolii”. Restiamo in comunione con la Chiesa. Saldamente fondati sulla roccia di Pietro, saremo sicuri di non aver bisogno di alcun altra fonte (tarocchi, oroscopi, carte…) per conoscere il nostro futuro e il suo compimento, la nostra strada e il suo traguardo. La via è il Vangelo, il traguardo è il Paradiso, il nostro futuro è la santità, il suo compimento è Cristo. Tutto ciò lo sappiamo e lo possiamo conseguire restando con Cristo, con la sua Chiesa e con Pietro, il Santo Padre il Papa Benedetto XVI, al cui servizio, con umiltà e soprattutto tanta rettitudine d’animo, abbiamo posto il nostro giornale. Sì, il nostro giornale, libero e soprattutto gratuito e che io, come tutti – adesso -, serviamo gratuitamente. L’unica fonte di sostentamento del nostro giornale è il vostro affetto e soprattutto la vostra preghiera. Se qualcuno pensasse di poter lucrare con queste nostre pagine sarebbe uno sciocco che “guaisce” alla luna… che brilla di luce riflessa. L’unico “lucro” che chiunque potrà ottenere abbondantemente dal nostro giornale – ed è il nostro intento – è il vedere aumentare giorno per giorno il proprio amore al Papa e al suo Magistero. Per quanto riguarda certi vascelli di iniquità che hanno cercato di far imbarcare con loro anche il nostro Direttore accusandolo di tante scempiaggini, vi dico: “non ti curar di loro ma guarda e passa”. Non vi curate di quanto essi dicono e fanno, ma guardateli. Sì, fissate bene i vostri occhi su di loro e riconoscete in loro – per preservarvene sempre – i connotati dell’ipocrisia e della menzogna. Cercano di sminuire il nostro Direttore non solo dal punto di vista professionale, ma persino dal canto della fede e – la loro bassezza non conosce fine – persino dal punto di vista umano e privato. Che vergogna! Pensando ai loro misfatti e prevedendo quanto ancora “pontificheranno” dall’abisso del loro nulla, non posso non ricordare a me, a voi e al nostro caro Direttore quanto tanti anni fa mi sono trascritto dal Libro sacro e che tengo sulla mia scrivania: “Siano in molti coloro che vivono in pace con te, ma i tuoi consiglieri uno su mille. Se intendi farti un amico, mettilo alla prova; e non fidarti subito di lui. C’è infatti chi è amico quando gli fa comodo, ma non resiste nel giorno della tua sventura. C’è anche l’amico che si cambia in nemico e scoprirà a tuo disonore i vostri litigi. C’è l’amico compagno a tavola, ma non resiste nel giorno della tua sventura. Nella tua fortuna sarà come un altro te stesso, e parlerà liberamente con i tuoi famigliari. Ma se sarai umiliato si ergerà contro di te e dalla tua presenza si nasconderà. Tieniti lontano dai tuoi nemici e dai tuoi amici guardati. Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele non c’è prezzo, non c’è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore. Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia, perché come uno è, così sarà il suo amico. (Siracide 6, 6 – 17). Come vedete: tutto previsto! Per questo sono sereno! Siamo sereni! Siate sereni! Quanto questi pennivendoli o mercanti del sacro vanno dicendo, facendo o scrivendo, avvalorandolo con pseudo-monche-furbesche interviste  o farraginosi studi (a ciascuno di essi potremmo dire: tum podex carmen extulit horridulum!) è totalmente falso come loro e come le intenzioni che dirigono il loro parlare, scrivere ed agire. Essi stessi sono la loro stessa confutazione. Ora, miei cari cinque lettori, stomacato profondamente dal lezzo che deriva da costoro, credo proprio che sia il caso di richiudere la botola a cui ci siamo scorti per osservarli, per lasciare che continuino a sguazzare nei liquami dell’immondizia del loro animo. Noi speriamo che si ravvedano, facciano una completa-pubblica-solenne ritrattazione, nei luoghi e nei modi usati per imbrattarci e renderci – senza esito – simili a loro, e solo allora saremo disposti – come sempre – a riprendere con loro un dialogo fraterno. Comunque sia, non ci occuperemo più di “miagolii” e “guaiti”, con buona pace di maghi chiercuti ed imbratta-pagine a pagamento.