home chi siamo archivio news scriveteci
L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Riconvertiamo la Spagna

di Giuseppe Massari

CITTA’ DEL VATICANO – I fari, le luci, le attenzioni sono ormai calate sulla XXIII Giornata mondiale della Gioventù, svoltasi a Sidney alla presenza di un Papa rinvigorito dalla speranza della Chiesa e del mondo, racchiusa nei numerosi ragazzi che vi hanno partecipato. Il futuro prossimo della Chiesa, per la nuova Gmg, è già proiettato verso la Spagna, dove il 2011 si celebrerà l’ulteriore raduno, il XXIV della storia, in cui i giovani torneranno a pregare con il Pontefice, a credere in un mondo fatto di certezze, di speranze, di fede genuina ed autentica, a sperare di poter riconvertire, o riportare all’ovile, quella nazione che si è persa o si sta perdendo nei meandri della scristianizzazione. Una volta, la Penisola Iberica era un modello di santità e di cattolicità. Il tempo tiranno e non galantuomo sta tradendo la sua storia e la sua tradizione, perchè i suoi governanti stanno tentando una pseudo-rivoluzione messianica, laicizzando e liberalizzando lo Stato, togliendo alla Chiesa “i privilegi” di cui ha goduto e gode. Un governo, che esprime concetti facendo uso o ricorrendo al rifugio dei privilegi di cui la Chiesa godrebbe, nascondendo che la modernizzazione relativistica è un privilegio che non si può imporre come fede, come credo, come religione al proprio popolo, è lo stesso che non conosce i suoi governati. Non conosce le misure e le dimensioni di una Chiesa che propone un messaggio, senza mai imporlo o averlo imposto. Questa è la differenza tra uno Stato totalizzante della sua materia e del suo materialismo ateo e la Chiesa di Cristo, che crede nella libertà dell’individuo e nel riscatto della persona umana. I giovani che partecipano, liberamente, alle Gmg non vengono precettati secondo un cartello di calcolo mediatico, di necessità numerica, festaiola, politica. E’ Cristo che li chiama, e loro accorrono nella consapevolezza di un messaggio valido, gratuito, senza forzature e senza imposizioni. Zapatero, in Spagna sta adottando le misure per tentare di oscurare, annientare la presenza cristiana e mistica di una Chiesa che non rinuncia ad essere pellegrina, messianica, portatrice dello Spirito Santo, scaturito dalla resurrezione di Gesù. Zapatero potrà obbligare, potrà imporre, condizionare il suo dire socialista e socialisteggiante, ateo, massimalista, ma non potrà condurre e vincere una battaglia persa in partenza, nonostante il consenso di chi la pensa come lui. Ieri, come oggi, le parole profetiche di Cristo: “Le porte degli inferi non prevarranno”, troveranno una domestica accoglienza proprio da parte di quei giovani, lievito nuovo e fermento di speranza, che compiranno la loro pacifica rivoluzione e non il suicidio della tradizione bimillenaria di una Chiesa in costante cammino sul mare tempestoso di questo mondo sconsacrato e senza punti di riferimento. Nel 1997, Giovanni Paolo II volle che la Giornata Mondiale della Gioventù fosse celebrata in Francia, in una nazione che stava vivendo le sue turbolenze politiche, religiose, civili e morali. Quel viatico di speranza portato dai giovani di tutto il mondo ha fatto sì che quella nazione si svegliasse dal torpore dell’esistenzialismo sensazionalistico e si ritrovasse sulla via di Damasco, come Paolo. Il prestigio e il carisma che Cristo possiede e sa infondere con la saggezza dei suoi miracoli va sperimentato giorno per giorno, ora per ora, in ogni attimo della nostra esistenza. Questa è l’esperienza che consigliamo al primo ministro spagnolo, prima di abbattere i crocifissi dai luoghi pubblici, prima di sconfiggere il primato della famiglia adottando misure per le coppie che non sono e non potrebbero essere secondo natura: “maschio e femmina li creò”, dice il libro della Genesi nel racconto della creazione, voluta da Colui che trasformò la polvere in un capolavoro immortale della sua stessa immagine. La Spagna, scelta quale nuova terra di missione e aperta a rivivere la parabola del figliol prodigo, aprirà il suo cuore a Dio, lasciando e scacciando Satana e i suoi seguaci al loro infernale destino. Ai giovani è affidato un nuovo arduo compito. A loro non mancheranno l’assistenza divina, il conforto ausiliatrice di Maria e la promessa messianica di Cristo, che condurrà tutti in un solo ovile, sotto un solo Pastore.