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Alla Gmg di Sydney di scena il Papa ‘francescano’
di Antonino D’Anna
CITTA’ DEL VATICANO – Il Papa inizia il suo dialogo con i giovani della Gmg 2008 nel migliore dei modi: mostrando cioè loro le sfide cui tutti siamo chiamati a rispondere. Alimentazione, ambiente, energia, società sono i quattro punti del primo discorso rivolto ai pellegrini giunti in Australia da tutto il mondo. Benedetto XVI presenta queste priorità come “ferite”, facendo riferimenti puntuali e calzanti, dall’erosione delle coste alla solitudine degli anziani, da una società che non ripartisce risorse e ricchezze alla necessità di prenderne coscienza. “Per voi giovani ogni volo è un’emozione”, dice ai ragazzi, quasi a scusarsi del viaggio troppo lungo che l’ha stancato. Eppure il Pontefice chiede ai ragazzi la capacità di essere emozionati dalla vita, dalla “ricerca del bene e del bello” che le dà senso, contrapposta alla semplice “successione di fatti, anche importanti”. Senso è forse una delle parole chiave del papato di Joseph Ratzinger, e questa richiesta continua a farsi forte. Il “professore” che a lungo ha dialogato con le “democrazie pluraliste”, come ha detto il Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney, nel dare il benvenuto al Papa, vuole continuare ad essere buon maestro in mezzo alle orde di cattivi (e a volte pessimi) maestri di oggi. C’è un tratto molto interessante del discorso di BXVI (come lo chiamano negli sms) ai giovani. Un tratto che definire “verde” tout court sarebbe banale. Più che ecologista, il messaggio papale è un invito ad amare il pianeta e vivere con esso. Un invito degno dei colloqui di San Francesco con tutte le creature, la chiamata a prendere atto di come, sin dalla Genesi, l’uomo è stato nominato “amministratore delegato” di tutta la Creazione. Benedetto XVI si sofferma, nelle sue parole sul volo dall’Italia all’Australia, nella descrizione di alcuni paesaggi e lo fa quasi con uno stupore infantile (e dunque genuino). È appunto in questo che sta forse il senso del messaggio ai ragazzi: con semplicità di cuore e nobiltà di spirito, lontano dai falsi miti moderni, cercare di essere ancora una volta “cittadini del Creato”, più che del mondo.
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