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Il ‘Buon Pastore’ nostro Presidente Onorario
A cura della Redazione

La vera qualità contro i grandi numeri del conformismo
di Sergio Rolando

Un coraggioso programma di vita
di Monsignor Andrea Gemma

Il tempo della zattera
di Luciano Nicastro

La fede di Obama
di Mauro Bontempi

In difesa degli esorcismi
di Matteo Orlando

Io, uno Psichiatra all’Inferno
del Professor Simone Morabito

La vita dopo la morte
di Don Gianluca Scrimieri

Ecco perchè non possiamo tacere
di Seripando

Sacre letture – Pio XII, il Messo di Dio
di Umberto Tarsitano



Pietro a Sydney per abbracciare il mondo e condurlo a Cristo

di Daniele Venturi*

CITTA’ DEL VATICANO – In queste ore siamo tutti troppo concentrati a dare grandi numeri, cantare vittoria per come sta svolgendosi – in tutto il mondo – la XXIII Giornata Mondiale dei Giovani, ma quello che facciamo – come Chiesa – è ancora troppo, troppo poco! Se quasi mezzo milione di giovani sono in Australia ed altrettanti sono coinvolti nelle altre iniziative in Italia ed in Europa, il mio personale pensiero, e saluto (nella speranza che lo Spirito Santo favorisca l’incontro) va a tutti quei ragazzi che non fanno parte della Gmg, che non hanno incontrato Gesù – o qualche suo amico – nella propria vita, che contestano, magari anche con violenza, ogni nostra posizione di cristiani, non riponendo nella Croce – unico nostro vero ‘logos’ – la speranza di bellezza ed unicità della propria vita. I ragazzi della redazione mi hanno mostrato alcune testimonianze delle ‘chattate’ che stiamo svolgendo in queste ore con i tanti ragazzi che ci hanno ‘aggiunto nella lista ‘messenger’ con il contatto [email protected] che abbiamo attivato alcuni giorni fa. Ho letto tante storie e tante sofferenze, poche gioie e quasi zero sicurezze. Perché, fratellini e sorelline carissimi, ci sono ancora ragazzi o ragazze che hanno paura a spalancarle, queste porte del cuore? Ed allora penso a te, che sei ateo, e che dici che non esiste un Signore nella tua vita; e penso anche a te che mi urli dall’altra parte del computer che noi Papaboys siamo solamente una banda di mafiosi al servizio della mafia più grande che esiste, la Chiesa. E penso pure a te, che mi sbatti in faccia la mia omofobia, quando invece ti garantisco che anche davanti ad una birra, stanotte, avrei trovato un po’ di tempo per ascoltarti e per confrontarci: non ti avrei garantito una carezza, sappilo, anche le porte del mio cuore si spalancano a Gesù di giorno in giorno, e con la fede incisa nel cuore non si nasce, la fede si trova solo se ci mettiamo un po’ in ricerca. Che sapore di amarezza sento, pensando all’amore che produce una Risurrezione, ed essendo consapevole che questo amore non riesce a trovare lo spazio per abbracciare tutti i suoi figli in un unico, grande ed intenso senso. Ci vuole un po’ di coraggio, davvero, per mettersi un po’ fermi in questo caos del mondo, e farsi trascinare in questo abbraccio. Papa Benedetto le braccia le allarga veramente: è Pietro, l’apostolo al quale Gesù ha consegnato le chiavi per portare avanti nei secoli il mistero da comprendere, l’eternità. Non è facile, nè per il Papa continuare a lottare, nè per noi comprendere l’unicità di questa proposta. Ma diamo fiducia a Cristo, e diamo fiducia anche a Pietro. Interrompiamo quindi la catena della morte, che talvolta attanaglia i nostri cuori, e buttiamoci a cuore aperto dentro questo amore più grande. Facciamoci abbracciare da Pietro, che ci porta a Gesù. Quando anche Pietro ha rinnegato il Maestro, Lui l’ha perdonato. Ed anche quando rinneghiamo noi lo Spirito Santo, che ci ha portato in questo mondo a fare finta di vivere, Lui ci continua ad accogliere con le braccia aperte. Coraggio, il tempo è giunto, questo Spirito Santo scenderà su di noi, e Gli saremo testimoni!

 

*Presidente dell’Associazione Nazionale ‘Papaboys’