home chi siamo archivio news scriveteci
L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Mi avete dimostrato che è proprio vero ciò che dice il Papa: ‘L’amore non si può comandare, è un sentimento che può esserci o non esserci ma che non può essere creato dalla volontà’

di Gianluca Barile

E’ la prima volta che mi capita di dettare un articolo. L’ictus mi ha paralizzato completamente la parte destra del corpo ma non ha fermato il mio desiderio di ringraziare tutti voi, lettori e lettrici, amici e amiche, fratelli e sorelle di ‘Petrus’ per la solidarietà (oltre 2.000 e-mail, telegrammi, sms, telefonate) che avete inteso farmi pervenire in questi giorni di agonia. I medici mi avevano consigliato di non emozionarmi, ma non ne ho potuto fare a meno leggendo (anche se solo in piccola parte) ciò che mi avete scritto mentre ero sospeso tra la vita terrena e quella eterna (e per vita eterna si intenda il tanto Purgatorio che mi attende). Tra le ‘Frasi del Giorno’ che mi piace riportare più frequentemente sulle colonne del nostro giornale, ve n’è una del Santo Padre Benedetto XVI che mi è immediatamente tornata in mente quando ho saputo delle vostre iniziative in mio favore: ‘L’amore non si può comandare; è un sentimento che può esserci o non esserci, ma che non può essere creato dalla volontà’. Dunque, l’affetto che mi state manifestando, seppur immeritato, è davvero spontaneo e per questo vi sono riconoscente due volte. Tra di voi ci sono tanti sacerdoti, frati, suore che hanno pregato e celebrato l’Eucaristia per la mia salute; ci sono Eminentissimi Signori Cardinali ed Eccellentissimi Vescovi e Arcivescovi di Santa Romana Chiesa che non hanno mancato di farmi pervenire, personalmente o attraverso le proprie segreterie, le loro invocate benedizioni; c’è chi ama come e più di me Nostro Signore Gesù Cristo, la Beata sempre Vergine Maria, il Vangelo, la Chiesa di Roma e il Papa. Nessuno si offenderà, dunque, se il mio modo di ringraziare per il tanto amore ricevuto sarà quello di offrire le vostre e le mie preghiere, la vostra angoscia e le mie sofferenze, per la salute e le intenzioni dell’amatissimo Sommo Pontefice Benedetto XVI e per la buona riuscita della ‘Giornata Mondiale della Gioventù’ in corso a Sydney. A proposito: che meraviglia! Anche da quella terra così lontana mi sono giunti tanti abbracci. Uno lo terrò ben stretto nel cuore e mi accompagnerà sempre in questa vita e nell’altra. Chi mi è vicino in queste ore sa a cosa e soprattutto a chi mi riferisco. Ma ci sono altri gesti davanti ai quali non posso tacere: penso alle e-mail dei numerosi italiani volati in Australia per essere confermati nella Fede dal successore di Pietro; penso ad amici e maestri come il vaticanista Andrea Tornielli de ‘il Giornale’, che mi ha addirittura dedicato un post di vicinanza umana e spirituale nel suo Blog, e il vaticanista Giacomo Galeazzi de ‘la Stampa’. Penso, poi, a tutti coloro che in Rete, in vari siti e forum dedicati alla Chiesa e al Papa, hanno espresso dolore e garantito preghiere perché la mia vita fosse salva. Un ringraziamento particolare al Direttore di ‘Avvenire’, il Dottor Dino Boffo, e ai tanti colleghi vaticanisti che hanno inviato e-mail e messaggi. Un ringraziamento doppio ai collaboratori di ‘Petrus’, che ancora per un bel po’ dovranno fare gli straordinari a causa della mia degenza. Come vedete, i ringraziamenti sono tanti perché tanto è stato il vostro affetto per la mia umile persona. Il modo migliore per ricambiare tanto amore e tanta stima sarà continuare a operare con ‘Petrus’ (ma non solo) nella difesa della sana Dottrina della Chiesa Cattolica e del Magistero del Santo Padre Benedetto XVI, a cui confermo ancora di offrire la mia misera vita. Con lo sguardo rivolto a Cristo e il cuore a Maria, rinnovo quindi la mia umile obbedienza al Papa e la mia fedeltà alla Chiesa. Intanto, il ‘poveretto’ che sta digitando sotto mia dettatura questo articolo sul suo portatile, mi ha appena chiesto di scrivere cosa mi sia mancato di più in questi giorni. Non ho dubbi: l’Eucaristia, il Rosario, la Santa Messa, i discorsi di Benedetto XVI. Beh, adesso vi lascio andare. Prima, però, spero vogliate leggere queste ultime righe, scritte dall’indimenticabile Servo di Dio Giovanni Paolo II nel libro ‘Alzatevi, andiamo’, nelle quali vedo racchiuso lo spirito con cui sto affrontando questa piccolissima battaglia.e per questo vi sono doppiamente riconoscente. i è stato spontaneono, autentico,  leggendo (anche se solo in piccola parte) ciò ‘Quando giunse la “Sua ora”, Gesù disse a coloro che erano con Lui nell’orto del Getsemani, Pietro, Giacomo e Giovanni, i discepoli particolarmente amati: “Alzatevi, andiamo!”. Non era Lui solo a dover “andare” verso l’adempimento della volontà del Padre, ma anch’essi con Lui. Anche se queste parole significano un tempo di prova, un grande sforzo e una croce dolorosa, non dobbiamo farci prendere dalla paura. Sono parole che portano con sé anche quella gioia e quella pace che sono frutto della fede. In un’altra circostanza, agli stessi tre discepoli Gesù precisò l’invito così: “Alzatevi e non temete!”. L’amore di Dio non ci carica di pesi che non siamo in grado di portare, né ci impone esigenze a cui non sia possibile far fronte. Mentre chiede, Egli offre l’aiuto necessario per superare ogni difficoltà’.