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Sport e Fede – Paul Gascoigne, quel ‘bullo’ troppo sensibile
di Carlo Nesti*
Finale di Coppa d’Inghilterra: l’ultima partita prima di essere ceduto alla Lazio. Gascoigne vuole strafare. Poco prima “Gazza” ha steso un avversario con un tackle da codice penale: la tragedia è nell’aria. Compie un’altra scivolata paurosa, e si rompe i legamenti crociati del ginocchio destro, ma non se ne accorge. Si alza, va in barriera, il Nottingham, rivale del “suo” Tottenham, segna su punizione, e mentre gli avversari festeggiano, lui si accascia, vinto dal dolore. Nessuno riuscirà a spiegarsi come abbia fatto ad alzarsi, con un incidente di quel genere: forza di volontà infinita, abbinata a incoscienza. In 3 stagioni alla Lazio realizza 6 gol in campionato, il primo dei quali contro la Roma all’89’ minuto di un derby molto combattuto. Subito dopo la rete, “Gazza” corre sotto la curva nord in lacrime, abbracciato da tutti i suoi compagni: l’atto collettivo di ringraziamento verso chi ha conquistato chiunque. Per questo, ma anche per il suo carattere particolarmente affine alla storia della Lazio e alla “lazialità”, Gascoigne è rimasto nei cuori dei fans, e ancora oggi è considerato uno dei simboli della tifoseria biancazzurra. Ma quanta acqua è passata sotto i ponti… Ora quel trascinatore minaccia di suicidarsi. Per me Paul Gascoigne è l’esempio di come il “bullismo”, cha ha caratterizzato la sua giovinezza, sia un fenomeno terribilmente pericoloso per il futuro di un ragazzo. Puoi avere una grande sensibilità, proprio come “Gazza”, ma se, fin dall’inizio, non sai indirizzarla nel verso giusto, ti trasforma in un mostro. L’autocontrollo e la disciplina non sono semplici parole autoritarie, in grado di far storcere la bocca ai bambini. Sono valori da apprendere presto, perché se si lascia il carattere in balìa dell’istinto, diventa difficile tornare indietro. E quando le luci del palcoscenico si spengono, è la fine. Ne sa qualcosa Maradona, ne sa qualcosa Pantani, ne sa qualcosa chi è stato travolto dalla popolarità, e dalla falsità che spesso è insita in essa. Prima o dopo, si resta da soli con se stessi, e se non si è imparato a vivere, senza essere adulati, si rischia di sciupare il dono più grande: la vita.
*Giornalista Rai
LA SCHEDA
Paul John Gascoigne (Gateshead, 27 maggio 1967) è un ex calciatore inglese nel ruolo di centrocampista. Entrò a far parte delle giovanili del Newcastle United nel 1983, ed esordì in prima squadra nel 1985. Passò al Tottenham Hotspur nel 1988, e fece il suo esordio nell’Inghilterra contro la Danimarca. Proprio con la maglia della Nazionale si mise in luce nei Mondiali 1990 in Italia. In quel periodo il mondo era ai suoi piedi, avendo portato i britannici alla miglior prestazione della storia dopo la vittoria in casa. La Lazio lo comprò per la cifra pazzesca di 26 miliardi di lire. Si mise poco in luce sui campi di gioco, mentre venne messo spesso sotto accusa per il suo carattere ribelle, e per il comportamento, spesso caratterizzato da una “guasconeria” sopra le righe. Riapprodò nel Regno Unito nel 1995, giocando per tre stagioni al Rangers Glasgow, squadra con la quale ritrovò la continuità di gioco e i risultati. A fine carriera, è tornato a far parlare di sè solo per ubriachezza e depressione. La sua situazione mentale è peggiorata sempre di più: il 5 maggio 2008, affetto da manie depressive, ha tentato il suicidio.
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