di Saverio D’Amelio*
CITTA’ DEL VATICANO – A trent’anni dal ritrovamento del corpo esamine del Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, sempre più alta appare la sua figura di uomo, di politico, di statista. Sul pensiero politico di Moro, molto si è detto e si è illazionato alquanto, spesso riducendo la sua eccezionale sensibilità e il suo intuito a mera strategia di potere. Fatale errore, tanto più se si pensa che ad avversare la sua strategia di allargamento dell’area democratica, furono proprio alcuni capi-corrente della Dc, preoccupati che il coinvolgimento, in qualche modo, del PCI nella maggioranza, potesse segnare, con la caduta dei valori, la fine del potere democristiano, laddove la complessa strategia morotea presupponeva passaggi ben lontani dall’associazione del PCI al Governo. Spetta agli storici valutare il pensiero moroteo, specie sulla cosiddetta “Terza fase”, e spiegarne le possibili implicazioni sulla politica nazionale, non meno che sui complessi rapporti internazionali. Nel frattempo, non si può non giudicare come ingenerosi certi giudizi sulla strategia politica di Moro, tanto più perché affrettati, se non del tutto viziati, da interessi di parte, specie ora che sono sotto gli occhi di tutti gli effetti negativi della scomparsa dei partiti tradizionali, sicchè, nel baillame del nullismo quotidiano, si avverte che la politica ha, da tempo, ceduto il passo a tatticismi ed a inqualificabili strumentalizzazioni di potere. Ma la grandezza di Moro sta anche nella sua umanità. C’è una sua espressione del 1946 che ben testimonia la sua non comune sensibilità e apertura ai problemi sociali, specie degli umili. Dice Moro: “Io non posso fare giustizia tra i popoli (e mi brucia l’onta di questa ingiustizia), ma posso fare giustizia nei rapporti umani”. Una frase attualissima ora che, in Italia, si vivono momenti di vero degrado morale, come, purtroppo, testimoniano tanti fattacci (ultimo il dramma di Verona, dove resta ucciso il giovane Marco, ad opera di cinque balordi ventenni, per futili motivi) e come segnalano atti di bullismo nella scuola, nonché le tante manifestazioni di prepotenza e di vera sopraffazione, contro le quali lottava e si impegnava, con alto senso civico, con vero spirito cristiano, l’Onorevole Aldo Moro.
*Già Senatore della Repubblica, Sottosegretario di Stato e Vice Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia