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La Roma è ferita, la Juve all’assalto del secondo posto. La missione non è impossibile

di Luciano Moggi

La critica è di per sé fallibile. Ma se ci si incespica malamente l’onestà di giudizio imporrebbe il riconoscimento dei propri torti, o insomma di essere andati al di là del dovuto. Nel coro generale di elogi e riconoscimenti alla Juve e per essa a Ranieri (nella foto) mi ero chiesto se qualcuno avrebbe inserito anche un po’ di autocritica. Non sono stato il solo. Ho visto una posizione del genere anche su Quotidiano.Net da parte di Xavier Jacobelli che si è chiesto dove fossero finiti “quelli che volevano cacciare Ranieri”, quelli che si scandalizzavano per come male (e tanto) giocasse la Juve. A qualcuno devono essersi drizzate le orecchie e la faccenda è stata affrontata, come a Tuttosport, che l’ha però sbrigata velocemente accampando il pieno diritto di critica. Ma figuriamoci se il problema era questo. Sono sempre i toni di eccesso e i momenti in cui essi vengono posti che vanno evitati. A giudicare dalla scelta di quel momento – il giorno prima di Inter-Juve -, la posizione del giornale (titolo inequivocabile, “Ranieri sotto esame. E’ l’allenatore giusto per una Juve da scudetto e Champions?) appariva un benservito al tecnico, anticipato e senza attenuanti. Chi sta in cattedra vuole stravincere e, accanto al rimarcato diritto di critica, c’è ora la postilla ammonitrice da parte del giornale che in analoghe circostanze sarà sempre così. Sarà, ma nel frattempo una cosa è chiara, quel giudizio impietoso era sbagliato e precipitoso. La Juve viaggia come un treno ad alta velocità, dove la velocità elevata viene impressa da Del Piero che nella fretta di riconquistarsi la Nazionale (dubito che Donadoni possa tenerlo fuori) trascina la Juve in una corsa entusiasmante che ha blindato il terzo posto (+8 sulla quarta) e mira senza più remore al posto della Roma. Vedo che all’ipotesi ci si è fatto il palato, al punto che Cobolli Gigli ha detto di averci sempre pensato (ne dubito), ma è questa ora la destinazione sognata dal multijet bianconero. Tecnicamente nulla osta perché i punti di vantaggio dei giallorossi sono solo cinque e i bianconeri sono in vantaggio nel confronto diretto. Però sul piano pratico la faccenda non è semplice, perché sottintende un crollo della Roma, infiacchita dagli ultimi insuccessi e dall’indisponibilità di Totti, a patto che la Juve continui la sua marcia perentoria. Il calendario sembra più o meno equivalente, con una leggera strizzatina d’occhio ai bianconeri che hanno Lazio e Catania in casa, e Siena e Samp in trasferta. Giallorossi  con Torino e Atalanta in casa, e Samp e Catania in trasferta. Come si vede due avversari in comune (Catania e Samp), ma ciò che inciderà sarà la posizione di ciascuna al momento delle partite, e di queste adesso si potrebbe dire solo con approssimazione. Vedo un grande lavoro da parte dei due allenatori. Spalletti deve fare un po’ di pulizia nella testa dei suoi uomini convincendoli che non c’è più da pensare a ciò che si è perduto, ma a ciò che deve essere difeso ad ogni costo, appunto il secondo posto. Teoricamente, l’allenatore della Roma, ferito e deluso sul piano personale ancor più della squadra, potrebbe spingersi a dire che anche il discorso scudetto non è ancora archiviato (c’è sempre il derby di Milano che potrebbe far male all’Inter), ma dubito che troverebbe proseliti in questa ultima crociata (però non si può mai dire, ed infatti Moratti fa ancora il prudente, ricordando probabilmente l’incubo del 5 maggio). Più facile per Ranieri, che deve dire semplicemente ai suoi che l’assalto alla Roma non è più un miraggio e che va coltivato e perseguito fino in fondo. Una blandizia psicologica di non poco conto sarà la sottolineatura che quello della Juve è ora l’attacco più forte del campionato, 63 gol, uno in più di quello strombazzatissimo dell’Inter. Nel frattempo la giornata offre un curioso incrocio Roma-Torino. La Juve contro la Lazio, la Roma contro il Torino. Moratti ha fatto un pensiero al Toro che si è comportato così bene sul piano del gioco contro l’Inter, augurandosi che faccia altrettanto con un risultato naturalmente migliore contro la Roma, ma non c’è bisogno di questi auspici, perché il Toro ha da salvare la sua stagione (se non si fanno i gol, le chiacchiere restano tali) e la Juve deve badare comunque a se stessa prima di pensare agli altri. La Lazio non è un avversario facile, ma una squadra apparentemente indecifrabile che ha alternato risultati di prestigio a cadute anche rovinose. In definitiva, la posizione in classifica, la numero 12 della graduatoria, è solo dignitosa e non di più, come si può capire anche dal fatto che alle sue spalle c’è il Siena, separato solo di due punti, e la squadra di Beretta sino a qualche tempo fa aveva grandi problemi di salvezza. La Juve ha vinto all’andata a Roma, e questo può essere un valido indizio per poter far bene anche oggi, ma la Lazio ha un paio di attaccanti che fanno spesso male, Rocchi e Pandev, 12 gol per ciascuno, e un allenatore ingegnoso di tattica. La conclusione è che a mio modo di vedere la Juve se la dovrà sudare e, come ho già avuto modo di avvertire in analoghe circostanze, dovrà evitare fenomeni di autocompiacimento e di troppa sicurezza. Questo lo si potrà evitare grazie ai campioni di lungo corso ma la consapevolezza della situazione deve essere propria dell’intera squadra, e questo fa parte dei compiti di Ranieri. Il recupero di Chiellini e Sissoko costituisce una buona notizia, e ancora meglio è il fatto che il tecnico potrà affiancare Zanetti a Sissoko, formando la coppia privilegiata nella visione tattica dell’allenatore. A proposito di potenza dei gol, ringrazio Giampiero Mughini che riguardando in alto la classifica cannonieri ha indicato le 18 reti di Trezeguet, le 17 di Del Piero, le 16 di Mutu e le 15 di Ibrahimovic, commentando alla sua maniera che erano quelli della Juve “che parlava al telefono”. Mughini ha spiegato il riferimento sottolineando che lui riconosce all’attuale dirigenza della Juve tutti i meriti possibili (“mi tolgo 10 cappelli”), ma non dimentica i meriti della gestione precedente. Non è da tutti comportarsi in una maniera così coerente e specchiata, e torno quindi a ringraziarlo.