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Parlare di Cristo in pochi secondi: accadde in Ben Hur

di Sergio Rolando

CITTA’ DEL VATICANO – Non si meravigli il lettore per il titolo di questo mio approfondimento, nè pensi che sia tema fuori degli schemi di ‘Petrus’ richiamare le immagini di un famosissimo film: Ben Hur. Tutti sanno dei grandi riconoscimenti ottenuti da questo capolavoro della cinematografia del 1959, insignito di 11 Premi Oscar e scelto nel 2004 per la “preservazione” nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Alcuni, soprattutto tra i meno giovani, nei giorni scorsi saranno andati con la memoria alle sue sequenze di maggior effetto, apprendendo della morte dell’attore protagonista, Charlton Heston. E’ proprio di una particolarissima sequenza di questo film che vorrei dire qualcosa: immagini di pochi secondi che “parlano” di Cristo. Spero che qualcuno tra voi ricordi questa scena e invito i più giovani a vederla : Ben Hur, dilaniato nel corpo dalle ferite ma ancora di più nell’anima dall’odio per il suo persecutore romano, viene trascinato in catene verso le galere romane. Durante quest’itinerario di strazio e sofferenza, il triste corteo di prigionieri e centurioni si ferma per pochi istanti; a quel punto, mentre si dà ordine di abbeverare i cavalli, un centurione, con tremenda crudeltà, nega l’acqua a Ben Hur scaraventando in terra la ciotola, ed ecco, ripresa soltanto di spalle, compare la figura di Cristo che, sfiorando con le dita i capelli e la fronte del martoriato Ben Hur, gli porge da bere, incurante del veto del centurione. Nella sequenza non è dato di vedere il volto di Gesù, grazie forse ad un’ineffabile scelta di rispetto, sensibilità e discrezione del regista verso la Figura Divina. E’ possibile, però, leggere la Sua radiosità mentre si riflette sul volto di Ben Hur, completamente rapito da quella luce, attonito di fronte a quel gesto di carità e tenerezza, dimentico tutt’a un tratto dell’odio e della sofferenza. Così pure, invece, sul volto intimidito e disorientato del centurione romano che, vinto, abbassa lo sguardo, si legge, di riflesso, tutta la Divina autorevolezza di Cristo Re. Tutto qua; in un’unica brevissima scena: il trionfo dell’amore di Cristo sul dolore, l’odio, l’oppressione, e nel contempo l’affermazione della Sua potenza. Compendio di cristianesimo in un’immagine di pochi secondi; sintesi di carità redentrice ed evangelica; presenza consolatrice nonchè biblico riferimento a quel Dio di giustizia che confonde i potenti del mondo. Ecco un esempio di encomiabile linguaggio delle immagini, ecco un efficacissimo modo di parlare di Cristo in pochi secondi contemplando il Suo Volto riflesso sul volto degli uomini. Ho voluto sottoporre ai lettori questo mie considerazioni nell’auspicio che questa nostra controversa attuale civiltà dell’immagine sappia, almeno di tanto in tanto, ripercorrere tracce così belle.