del Cardinale
Jorge Arturo Medina Estevez
CITTA’ DEL VATICANO – Come dimenticare la gigantesca figura del Servo di Dio Giovanni Paolo II? La sua memoria rimarrà imperitura nel panorama della Chiesa cattolica e ritengo che tutta la sua opera e la sua vita siano sinonimo di santità. Io sono già ottantenne, non ho più incarichi curiali e quindi mi reco a Roma sporadicamente dal mio Cile. Ma se dovesse arrivare all’onore degli altari, così come ampiamente merita, parteciperò alla sua Messa di beatificazione e piangerò di gioia. Molti bei ricordi mi legano a lui ed anche l’imposizione della berretta cardinalizia: fu lui a volermi e a crearmi Cardinale. E da Cardinale Protodiacono ho vissuto con grande partecipazione i giorni della sua passione e del suo ritorno al Cielo. Ma è la sua vita che voglio ricordare. Non potrò mai cancellare dalla mia mente l’intensità mistica della sua preghiera, e il come si raccoglieva in meditazione per ore ed ore: dimenticava se stesso e il mondo. Era un uomo di Dio. Il giorno in cui, dopo la sua scomparsa, dovetti chiudere la bolla relativa alla sua storia – il cerfiicato che si mette nel sarcofago mortuario del defunto Pontefice -, mi lasciai andare e piansi calde lacrime di commozione. Ci lasciava definitivamente un grande uomo, il Papa che aveva dato un’impronta indelebile alla Chiesa del nostro tempo. Oggi, comunque, la Barca di Pietro è condotta con polso fermo da un grande amico ed estimatore di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, la cui elezione toccò me annunciare al mondo, con il tradizionale ‘Habemus Papam’, quale Cardinale Protodiacono. In quel giorno mi concessi una piccola libertà: cambiai la formula della proclamazione aggiungendo ‘Cari fratelli e sorelle’ nelle diverse lingue, giusto per renderla meno fredda. Ero piuttosto intomorito prima di affacciarmi dalla Loggia delle Benedizioni di Piazza San Pietro e, quindi, chiesi il consenso al Maestro delle cerimonie liturgiche, Monsignor Piero Marini. Ma questi mi rispose: ‘Mi chiedi il permesso? Ora sei tu il padrone’. Così cambiai quella formula, ma con immenso piacere: dopo Giovanni Paolo II, un altro grande Papa, Benedetto XVI, sedeva sulla Cattedra di Pietro.