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Il punto sul Campionato di Calcio – Juve e Parma hanno fatto bene a fermarsi. Intanto l’Inter è con il fiatone
di Luciano Moggi
E’ stato un giorno di lutto per il calcio italiano. Non è la prima volta, ma speriamo che sia l’ultima. Juve e Parma hanno fatto bene a fermarsi di fronte alla morte del giovane tifoso del Parma, investito da un pullman di tifosi juventini che si stava allontanando da un’area di sosta di un autogrill. Non so cosa emergerà dall’inchiesta. Resta una morte assurda. E il mio pensiero va in questo momento ai familiari e al loro grande dolore. A loro va la mia commossa solidarietà. Passiamo al calcio giocato. La crisi del Milan sul suo campo si è fatta pesante. A San Siro è passata anche l’Atalanta e il fatto che la sconfitta, la quarta di quest’anno, sia stata in gran parte sospinta da errori arbitrali non dice tutto dell’idiosincrasia che sembra prendere i rossoneri quando scendono in campo davanti al pubblico di casa. Sta di fatto che a San Siro la squadra di Ancelotti ha una media da retrocessione, mentre in trasferta il cammino è da scudetto. Il consuntivo è negativo. Contro i bergamaschi, il Milan ha perso non solo per colpa dell’arbitro, ma anche per i problemi che si porta dietro, le troppe assenze, quella di Kakà su tutti, e quel rigore fallito da Pirlo, e parato da Coppola, il portiere napoletano che fu prima tesserato dal Milan e bruscamente allontanato dopo un paio di incertezze in una gara d’inizio campionato. Per Coppola una di quelle rivincite che i calciatori sognano quando pensano di aver subito un torto o una decisione affrettata. A guardare freddamente la classifica, la situazione non è troppo mutata ma la truppa si è fatta più numerosa. La Fiorentina resta a quattro punti, ma davanti ai rossoneri in vantaggio di un punto c’è ora l’Udinese, grazie al successo sulla squadra di Prandelli, e in aggiunta al Milan si è affiancata la Sampdoria. Lotta, dunque, prevedibilmente più dura e più serrata, ma il Milan deve preoccuparsi soprattutto di se stesso, della condizione della squadra, della necessità di recuperare al più presto Kakà, che resta il calciatore del quale Ancelotti non può assolutamente fare a meno. Se il Milan si lecca le sue molte ferite, non sta meglio l’Inter in quanto a condizione della squadra, ma viste le premesse della vigilia Mancini non può lamentarsi troppo. La Roma resta a quattro punti, e l’ostacolo dei giallorossi, il pur brillante Cagliari, era in teoria meno pericoloso della Lazio che toccava all’Inter, indipendemente dal ricordo di quel 5 maggio che sembrava aleggiare sui nerazzurri. A ben vedere la Roma è la più penalizzata da questo turno di campionato. Ha dovuto inseguire il Cagliari, ma ha poi sprecato una mezza dozzina di palle gol, che l’hanno bloccata su un pareggio che le dà poco, e semmai la costringe a guardarsi anche alle spalle. La Juve, vincendo con il Parma, sarebbe a soli quattro punti. In più, ed è il danno maggiore, la Roma ha perso Totti per la gara d’andata di Champions con il Manchester, con il rischio che l’infortunio lo costringa a saltare le prossime gare di campionato e forse anche il ritorno contro Cristiano Ronaldo e compagni. Spalletti è stato costretto per le troppe assenze in squadra a chiedere gli straordinari al proprio capitano, ma vista com’è andata forse era il caso di pensarci un po’ di più. L’Inter se l’è cavata senza troppi danni, Mancini ha messo in archivio un’altra giornata di campionato, una in meno, ma la squadra non si regge in piedi. La svolta sarà probabilmente per domenica, quando i nerazzurri faranno visita all’Atalanta, sapendo, abbondantemente prima, del risultato della Roma contro il Genoa all’Olimpico, che si giocherà sabato. E sull’esito di questo confronto conterà molto quello che i giallorossi avranno saputo fare con il Manchester. La Fiorentina ha pagato molto l’assenza di Mutu, ma anche il pensiero al Psv Eindhoven in Coppa Uefa, che affronterà giovedì prossimo. Di solito la squadra di Prandelli ha sempre sofferto il dopo Coppa. Adesso è avvenuto il contrario. Le possibilità di qualificazione in Champions si stanno indebolendo, ma alla Fiorentina restano tre punti in più che potrà comunque far valere. Nella grande rimonta dell’Udinese, alla terza vittoria consecutiva, c’è il solito asse Di Natale-Quagliarella, 25 gol in due, un doppio turbo. Nella sua gara più difficile, il Torino è risorto ai danni del Catania, che ora è in guai serissimi, esattamente come l’Empoli, battuto in casa dalla Sampdoria (non c’è più l’effetto Giovinco) e come la Reggina, che è naufragata a Marassi contro il Genoa. Il ritorno di Colantuono ha dato molto più sprint al Palermo, ma non è bastato a uscire indenne dal San Paolo, dove il Napoli con Hamsik, uno dei suoi gioielli, ha colto la settima partita consecutiva su altrettante notturne. Il Livorno ha pareggiato con il Siena e resta in gravi ambasce. Agli amaranto occorreva un successo, il cui sapore si è perso però da molto tempo da queste parti. E Domenica c’è la Samp a Marassi, un altro ostacolo che può far male. Ma demoralizzarsi sarebbe assai grave.
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