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Dal Giordano a San Pietro anche per Magdi Allam si rinnova il miracolo del Battesimo
di Giuseppe Massari
CITTA’ DEL VATICANO – “Ecco il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto”. Questa espressione di giubilo, voce di Dio risuonata sulle rive del Giordano mentre il Battista battezzava Gesù il Messia, di cui si era detto persino “indegno di scioglirgli i calzari”, è l’inno alla gioia della Pasqua messianica del 2008, durante la quale un figlio della terra islamica ha ricevuto il Battesimo dalle mani del Vicario di Cristo in terra, il Sommo Pontefice Benedetto XVI. Magdi Allam, di religione islamica, ma non più, perchè approdato anche lui, dopo aver attraversato la via di Damasco, sulle sponde del fiume Giordano, è diventato figlio di Dio ed erede del Paradiso. Allam, profondamente critico verso il fondamentalismo islamico, ha sempre predicato la religione del dialogo, del confronto, della pace. Provenire come lui dalla terra del Salvatore e trasferirsi in Italia fino a diventare vice direttore del Corriere della Sera, è segno che il Signore guida i passi di ciascuno che vuole mettersi alla sua sequela. Segno evidente che le preghiere e il sacrificio dei cristiani martiri maturano con il tempo la conversione, il passaggio dal vecchio al nuovo, dalla schiavitù alla libertà, alla liberazione, incarnando il senso vero della Pasqua. Il gesto non simbolico, ma ricco di intenso significato della notte Santa della Redenzione 2008, è la riprova di quanto la Chiesa di Roma sia capace di raggiungere le vette più alte e più nobili del suo ministero pastorale finalizzato non alla primazia di un potere temporale e spirituale, ma alla salvaguardia delle anime, al recupero di quelle anime disperse e perse nel frastagliato pianeta umano. Cristo, usando un’espressione paradossale da un punto di vista estremamente pratico ed esistenziale, disse ai suoi discepoli mentre li scorgeva in difficoltà a tirare le reti della pesca: “Vi farò pescatori di uomini”. Di solito la pesca, anche quando è miracolosa, porta alla morte del pesce che viene portato a viver fuor d’acqua, fuori dal suo habitat naturale. Ma Cristo, quando pronunciò quella frase, aveva ragione di comprendere come la pesca degli uomini doveva significare morte al peccato. Cioè, i pescatori, come lui li intendeva, dovevano pescare coloro che dovevano morire non alla vita, ma alla cupidigia del peccato. Questo era il senso teologico e cristologico di quella parabola. Farsi pescatori di uomini significa coltivare e assecondare quella volontà del Figlio di Dio di voler condivivdere l’agape fraterna e cristiana con i suoi fratelli, con i commensali e gli invitati al banchetto della grazia e della misericordia. L’attenzione particolare all’evento battesimale e neocatecumenale della notte di Pasqua è il sigillo di un percorso non solo del candidato battenzando, quanto anche quello fin qui condotto dalla Chiesa universale nel corso di tutti questi anni in cui è stata anche bersaglio dei fanatici di una religione estremista e farneticante. La ragione dell’evento significa che l’estremismo non profetico, aizzato, strumentale, chiassoso, predicato e praticato violentemente non paga, non ripaga e non pagherà mai. La storia dimostra e insegna, nella sua saggezza nobile, che in Russia prima e in Cina dopo, gli attacchi concentrici destinati alla religione cattolica e mirati alla sua demolizione non hanno apportato danni e non hanno approdato ai risultati sperati. C’è un perchè a tutto questo? Sì. Perchè le parole profetiche del Gesù nazareno Re dei giudei, stabilirono che sulla pietra rocciosa su cui sarebbe sorta la Chiesa cattolica, affidata alla guida di Pietro, nonostante tutto e, purtroppo per gli altri, “le porte degli inferi non avrebbero prevalso”. La verità non produce menzogne, anche se partorisce odio, secondo i latini. La verità assoluta di questo evento è che è ancora Dio a costruire e a condurre la storia degli uomini. E’ ancora Maria la protettrice del genere umano. E’ ancora lo Spirito Santo a tracciare le sue linee e lingue di fuoco perchè ognuno e chiunque “proclami la Sua lode”.
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