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Luca Pancalli, l’eroe sportivo della legalità

di Carlo Nesti*

Diciassette anni: di solito, il confine fra le speranze di un atleta e le prime realtà. Per tutti, ma non per Luca Pancalli. Lui, fino ai 17 anni, ha dimostrato di poter diventare un campione di pentathlon moderno. Poi, a causa di una caduta da cavallo in Austria, gli è crollato il mondo addosso: per sempre tetraplegico. E’ qui che l’”atleta” Pancalli si è trasformato in “eroe” sportivo. Non si è arreso, e ha partecipato a 4 edizioni delle Paraolimpiadi, conquistando 7 medaglie d’oro e 8 d’argento nel nuoto. Il segno tangibile di una personalità al di fuori del comune: l’anima che si esprime, slegata dai lacci dell’handicap. Proprio gli individui che subiscono privazioni fisiche, costrette a modificare le priorità della loro esistenza, si abituano all’esaltazione di altri valori: volontà, intelligenza, spirito. E diventano “superiori” a tutti, proprio nel momento in cui il destino sembra renderli “inferiori”. Non a caso, finita l’esperienza agonistica, Pancalli è diventato dirigente, all’interno del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e del Comitato Italiano Paralimpico (CIP). Risultato: lo stesso successo, basato su valori umani ancor più determinanti dietro una scrivania, che non in piscina. Quando, nel settembre 2006, ha assunto la carica di commissario straordinario della Federcalcio, e cioè di “traghettatore” nel Mare Magnum dell’illegalità di Calciopoli, mai nomina è apparsa più saggia e “pulita”. Una boccata d’ossigeno dopo troppi eventi, in grado di “strozzare” il calcio. Era lui, fin dall’inizio, l’uomo giusto, scelto solo, purtroppo, a processi avvenuti, con Guido Rossi come predecessore. No: inaudito designare un ex dirigente dell’Inter (vedi Moratti), e uomo Telecom (vedi Tronchetti Provera, “vice” di Moratti), per giudicare le rivali “storiche” della stessa Inter. Dopo i fatti del 2 febbraio 2007, in occasione di Catania-Palermo, con l’omicidio dell’ispettore capo della Polizia Filippo Raciti, Pancalli ha sospeso “sine die” tutte le partite di tutti i campionati di calcio italiani, dalla Serie A alle giovanili. Solo lui avrebbe potuto trovare questa determinazione e questo coraggio.

 

*Giornalista Rai