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L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Non praevalebunt. Ma bisogna fare attenzione

di Enrico Baccarini

CITTA’ DEL VATICANO – “Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna!” (Apocalisse 22,15). La campagna di sensibilizzazione sui pericoli infernali avviata da ‘Petrus’,  ha riproposto al grande pubblico due temi tanto importanti quanto sensibili: la possessione demoniaca e l’esorcismo. All’inizio del Suo pontificato, Benedetto XVI aveva ricevuto in udienza gli esorcisti di tutta Europa esortandoli e incoraggiandoli a continuare nel loro importante ministero, “sostenuti dalla vigile attenzione dei loro vescovi e dalla incessante preghiera della comunità cristiana”. Nell’ultimo periodo, il Papa ha, inoltre, auspicato la necessaria presenza di un prete esorcista in ogni diocesi al fine di garantire un sostegno spirituale e tangibile alle vittime di interventi diabolici. L’esorcismo è definito come un sacramentale, ovvero una forma di preghiera solenne che viene officiata in nome e con l’autorità della Santa Chiesa, attraverso un sacerdote esorcista che abbia ricevuto un espresso mandato dal proprio vescovo, o per mezzo del vescovo stesso (in quanto tutti i vescovi sono esorcisti). Nella dottrina, il fine di tale sacramentale è liberare gli individui dalla possessione diabolica, ossia da un’azione straordinaria del maligno, sottraendo così i soggetti dal suo dominio. Nella sua infinita misericordia, Dio è dispensatore di bene ma non può imporci la Grazia. Così, solo la volontà di una vera riconversione e la costanza nella preghiera e nella frequenza ai Sacramenti consente l’efficacia dell’esorcismo. Proprio a tal riguardo lo stesso Gesù ammonisce che “quando lo spirito immondo esce da un uomo, se ne va per luoghi aridi cercando sollievo, ma non ne trova. Allora dice: Ritornerò alla mia abitazione, da cui sono uscito. E tornato la trova vuota, spazzata ed adorna. Allora va, si prende sette altri spiriti peggiori ed entra a prendervi dimora; e la nuova condizione di quell’uomo diventa peggiore della prima. Così avverrà anche a questa generazione perversa” (Mt. 12,43). Il Concilio Vaticano II, nella Gaudium et Spes  paragrafo 37, ci ricorda che “Tutta intera la storia umana è pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre: lotta cominciata fin dall’origine del mondo e destinata a durare, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno”. Pietro (cfr 1 Pietro 5, 8) invece ammonisce nel non dimenticare che il demonio “va in giro per il mondo come un leone ruggente, cercando chi divorare”. Già, Pietro. Che nel successore Benedetto XVI ha trovato un altro Pastore pronto a mettere in guardia il gregge di Dio dalla pericolosità della bestia infernale.