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La nuova emigrazione
dell’Avvocato
Corrado Spina
CITTA’ DEL VATICANO – Si sta verificando da alcuni anni, con un forte crescendo negli ultimi mesi, un fenomeno sociale nuovo e al tempo stesso molto preoccupante per il mercato del lavoro italiano. Stiamo ritornando all’emigrazione di migliaia di persone che dal sud si trasferiscono al nord, ma con situazioni oggettive del tutto diverse rispetto a quelle a cui abbiamo assistito negli anni cinquanta e sessanta. All’epoca, i nostri genitori o nonni, senza o con poca istruzione scolastica, partivano con la famosa valigia di cartone per le ambite mete del nord-Italia alla ricerca della facile occupazione, precaria o inesistente al sud. Oggi si determina un fenomeno sociale molto simile, con una differenza non trascurabile: i giovani che abbandono i loro comuni, hanno il trolley ed una istruzione molto elevata se non addirittura la laurea. Essi sono costretti a lasciare la loro famiglia ed a trasferirsi nelle città del settentrione o in alcuni casi all’estero, perché al lavoro precario e raccomandato senza alcun criterio meritocratico, preferiscono il contratto regolarizzato e la dignità dell’essere umano. Ormai ogni famiglia meridionale ha un proprio componente che ha abbandonato il nucleo d’origine per trasferirsi nelle Regioni più ricche, dove c’è maggiore richiesta di lavoro. Questa nuova fattispecie, molto sottovalutata dai nostri politici, sta determinando una notevole riduzione della capacità di innovazione di imprese del mezzogiorno a tutto vantaggio delle aziende del nord-Italia. Inoltre, il sud forma e investe sulle nuove generazioni, ma non riesce a capitalizzare quanto ha speso, per cui il settentrione paradossalmente ottiene tutti i benefici e raccoglie i frutti di questi ragazzi con elevata specializzazione. Da questo punto di vista bisogna fare un plauso alle imprese del Nord, cha sapientemente credono ed investono sul capitale umano. Va considerato, inoltre, che in Italia, nella fascia di età 25-64 anni, solo il 12% ha il diploma di Laurea, rispetto al 23% della media Europea, e tra di essi un’ampia fetta è già collocata nelle regioni più industrializzate: tutto ciò comporta un divario Nord-Sud sempre più ampio. Pertanto compito della politica è quello di favorire sempre di più le politiche di sviluppo del Mezzogiorno sia attraverso la meritocrazia nella scelta delle occupazioni all’interno della Pubblica Amministrazione e sia attraverso le coscienze dei potentati locali, in modo che essi aiutino ad infondere fiducia e sicurezza nei tanti giovani colmi di sapere che non vorrebbero lasciare la loro terra ma che sono costretti a partire per difendere la propria dignità personale.
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