home chi siamo archivio news biografia del Papa photogalleryapprofondimenti links scriveteci
Il ‘Buon Pastore’ nostro Presidente Onorario
A cura della Redazione

La vera qualità contro i grandi numeri del conformismo
di Sergio Rolando

Un coraggioso programma di vita
di Monsignor Andrea Gemma

Il tempo della zattera
di Luciano Nicastro

La fede di Obama
di Mauro Bontempi

In difesa degli esorcismi
di Matteo Orlando

Io, uno Psichiatra all’Inferno
del Professor Simone Morabito

La vita dopo la morte
di Don Gianluca Scrimieri

Ecco perchè non possiamo tacere
di Seripando

Sacre letture – Pio XII, il Messo di Dio
di Umberto Tarsitano



Lontani da Cristo: ma come sono tristi ed arrabbiati!

di Sergio Rolando

CITTA’ DEL VATICANO – Credo di essere una persona che osserva ed è dotata di un’istintiva, naturale, sana curiosità verso tutto ciò che circonda il suo essere. In primis destano la mia attenzione le persone con le quali condivido l’attraversamento dell’epoca nella quale mi trovo a spendere i miei giorni. Un’epoca certamente travagliata, densa di fermenti, unica rispetto a quelle precedenti, per divulgazione di notizie e confronti culturali e di civiltà. Senza alcuna pretesa da intellettuale, qualifica che peraltro talvolta può avere sentore di freddo e distaccato analista, mi limito ad osservare fatti e comportamenti, per trarne delle conclusioni con bonomia e prudenza, sempre disponibile alla verifica di quel “fino a prova contraria”. Fatta questa premessa, che spero possa aiutare chi legge a comprendere il mio punto di vista, l’aspetto che vorrei approfondire questa volta, e’ quello dell’immagine dei volti, dei comportamenti, degli atteggiamenti di tanti che, in nome di una pretesa libertà, sono su posizioni molto distanti, se non addirittura avverse, a quelle dei cristiani. Non intendo entrare nel merito di complesse questioni legate all’ateismo o anche a certe intransigenze di un’integralismo laico che si spaccia per paladino della ragione; preferisco piuttosto soffermarmi sull’immagine di certi volti, su certe  espressioni, su certi sguardi, sugli atteggiamenti che connotano la personalità di quelli che mostrano tutta la loro ostilità nei confronti dei presunti dictat di rappresentanti di un ipotetico Dio oppressore, oscurantista ed irrazionale per sua stessa natura. Forse mi sbaglio, ma mi sembra di leggere su quei volti una gamma di sensazioni che va dall’inappagato, al triste, al cinico, all’inquieto e tracima talvolta nel rabbioso, nel virulento. Devo dire che quest’osservazione mi è scaturita per differenza, per contrasto, quasi occasionalmente; mi trovavo infatti una domenica a guardare le inquadrature della televisione sul pubblico presente in piazza San Pietro per il consueto appuntamento dell’Angelus con il Papa ed osservavo il senso di tranquillità, di appagamento e talora anche di esultanza che traspariva dai volti dei presenti. Ecco quindi che la mia mente è andata per contrasto ai volti tristi, tirati, tesi, tormentati e talvolta rabbiosi di tanti, così lontani dalle atmosfere di quella piazza. Ho ripensato, pertanto, a certi illustri uomini di scienza, a certi giornalisti e divulgatori, a tanti politici e certamente anche a qualche amico talvolta astioso su certi temi e magari tale forse solo perchè assillato dai perchè della vita. Confesso che, distratto da queste considerazioni, in quella circostanza non mi è giunta l’eco delle parole del Papa. Per converso, semplicemente osservando quei volti, si è rafforzata in me quella convinzione così efficacemente enunciata da Sant’Agostino che vedeva nell’intimo legame con Dio un’imprescindibile esigenza di ogni uomo, la risposta più esauriente ed il raggiungimento dell’appagamento completo.