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del Cardinale Angelo Comastri

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di Maurizio Fois

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La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
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Lettera a un seminarista
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Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
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ApPRODIamo

di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – Come un’ostrica attaccata allo scoglio del potere, Romano Prodi ha fatto di tutto per restare a Palazzo Chigi ma, alla fine, è caduto. Logica conseguenza dell’opera di un Governo che ha solo prodotto un cumulo di macerie e detriti ed ha rovinato le tasche e la faccia degli italiani. Prendiamo ad esempio il mese di Gennaio. Le immagini dell’immondizia di Napoli, sgovernata dalla spensieratezza, per non dire di peggio, di un tale Bassolino di nome e di fatto, e dalla frivolità di un Ministro dell’Ambiente che fa onore al suo cognome di Pecoraro, hanno fatto il giro del mondo. Poi l’offesa al Papa, che non ha potuto parlare a Roma, e non certo a Mosca o a Istanbul, perchè il Governo non è stato in grado di assicurare l’ordine pubblico all’interno e all’esterno dell’Università ‘La Sapienza’, e l’ignobile faccenda giudiziaria che ha ferito il Ministro Clemente Mastella, hanno reso ben chiara la fragilità dell’Esecutivo. Insomma, un disastro su tutti i fronti. Era naturale, dunque, che finisse così. Il Governo Prodi è imploso per le sue contraddizioni interne, confermando, ove ve ne fosse bisogno, che il marxismo, la più grande calamità ideologica del dopoguerra, e il cattolicesimo sono il diavolo e l’acqua santa, con buona pace dei catto-comunisti presenti sotto ogni bandiera e latitudine nell’Esecutivo e nella maggioranza appena sfrattati da Palazzo Chigi e dal Parlamento. Ora si volta pagina. Non è dato sapere cosa accadrà. La nostra sommessa opinione è che si andrà al voto il più presto possibile. Basta con le manfrine, le perdite di tempo, la ricerca di Governi istituzionali. La parola passi al popolo sovrano, che già nelle ultime politiche, peraltro, si era spaccato in due, non attribuendo a Prodi e compagni una vittoria piena. Non vogliamo fare campagna elettorale, ma è evidente che il ‘sinistra-centro’ ha fallito miseramente. Di tanto, di un regime che ha occupato militarmente le poltrone istituzionali e si è avvalso, qualche volta, anche del braccio armato delle diligenti toghe rosse, gli italiani avevano piene le tasche. Andiamo al voto. Le urne non mentono e, ne siamo certi, diranno con chiarezza che gli italiani sono stanchi di regimi moscoviti che pretendono di mettere la museruola e la sordina a chi la pensa diversamente. La politica si fa con le idee e non con i colpi bassi. Colpi bassi come i reiterati tentativi del Governo Prodi di minare la Famiglia, quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, per avallare i registri delle coppie tra omosessuali, i Pacs, i Dico, i Cus e caravanserraglio. Insomma, un diluvio di nefandezze. Ordunque, apPRODIamo, piove, ma presto dovrebbe tornare il sole.