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La Puglia, il Papa e i paramenti di Benedetto XIII
di Giuseppe Massari
Mentre il tempo non sta passando inutilmente e i giorni della visita pugliese di Benedetto XVI si stanno avvicinando, non solo fervono i preparativi, gli incontri organizzativi, ma anche il consenso alla nostra proposta di far indossare al Santo Padre, durante le più importanti celebrazioni liturgiche, i paramenti sacri appartenuti al venerato predecessore e Servo di Dio Benedetto XIII, uno dei Papi che ha avuto i natali in terra di Puglia. In proposito abbiamo raccolto una dichiarazione dell’arcivescovo di Lecce, nonchè Presidente della Conferenza Episcopale Pugliese, Monsignor Cosmo Francesco Ruppi. “Credo che quella di ‘Petrus’ sia una buona idea – ha esordito l’alto prelato -; bisogna ora girarla al vescovo di Gravina, che è il custode di questi paramenti. Per quanto mi riguarda, non ci vedo nulla di male, anzi mi sembra un segno del rispetto per la tradizione. Da parte mia, quindi, nessun ostacolo. Bisogna, però, vedere che ne pensa il cerimoniere delle liturgie papali, Monsignor Guido Marini. L’ultima parola, -conclude Ruppi – spetta a lui. Lui deve decidere”. Questa dichiarazione del capo dei vescovi pugliesi è un importante ulteriore tassello nell’economia di tutta la proposta, perchè già l’arcivescovo di Brindisi, Monsignor Rocco Talucci, in una intervista rilasciata al nostro giornale, si era detto d’accordo ed entusiasta; il Capitolo Cattedrale di Gravina aveva dato il proprio favorevole assenso; la proposta è stata fatta propria dal sito dei Papaboys, sia a livello nazionale che regionale; da ultimo, un sito on line di Gravina, “gravinanews”, ha sposato la causa, a motivo di orgoglio per tutti i gravinesi, al di là e a prescindere del proprio credo religioso, perchè si tratta, comunque, di dare lustro ad uno dei figli più importanti che Gravina abbia potuto generare. Ciò significa che l’iniziativa di ‘Petrus’ può diventare di tutta la Conferenza Episcopale Pugliese, prestigioso organismo che si può fare interprete presso il Maestro delle cerimonie pontificie, il quale se sta avendo la cura di far tornare all’antico splendore non solo i pregiati e pregevoli parati, appartenuti a pontefici e a servi di Dio, ma anche tutte le più importanti celebrazioni liturgiche presiedute dal Santo Padre, non si vede perchè dovrebbe essere contrario ad un evento che porterebbe lustro non solo alla Chiesa pugliese e gravinese, ma al successore di chi si chiamò Benedetto, come l’attuale ‘lavoratore nella vigna del Signore’. Certo, la decisione finale spetta a Monsignor Guido Marini, fine cultore della maestosità delle liturgie, liturgista di rango, specialista della bellezza dei riti sacri, per i quali sembra nutrire doveroso rispetto, non solo nelle forme, ma anche nelle sostanze. Siamo sicuri che la proposta, una volta accolta, farà felice anche Benedetto XVI, perchè sapere che il parato orsiniano è stato utilizzato, fra l’altro, per la canonizzazione di San Luigi Gonzaga, divenuto successivamente patrono della gioventù, di quella gioventù che il Papa ama davvero tanto.
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