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del Cardinale Angelo Comastri

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di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

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di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
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Il Generale e la cappella del disonore
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La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
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Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Il remake dello schiaffo di Anagni tra Saggezza e ‘Sapienza’

di Don Raimondo Di Rienzo

Signori miei, siamo alla frutta! Sono solo un giovane di 33 anni e – sperando di non urtare la suscettibilità degli “okkupanti” de ‘La Sapienza’ – devo ammettere…sono anche Prete! Dopo questo remake dello “schiaffo di Anagni”, mi sia permesso di dire: ora basta! Siamo stufi! Sì, siamo stufi, come cattolici e come giovani, di essere costretti a chiedere il permesso finanche di parlare. Io, lo ripeto, sono solo un giovane Prete, senza titoli e senza “cattedre”…ma sento la necessità di parlare, perché ora è veramente troppo. Ma vuoi vedere, mi domando da tempo, che quasi quasi, nel nostro “democratico Paese” – come anche nel nostro “democratico” mondo – tutti hanno diritto di parlare, tranne chi professa la fede cristiana ricevuta, custodita e trasmessa da Santa Madre Chiesa? Sembra che essere cattolico stia diventando una sorta di “Stella di David” con cui se 60 anni fa venivano marchiati i nostri fratelli Ebrei, oggi veniamo marchiati noi, “nuovi appestati di questo millennio” per essere allontanati e banditi da paesi, città e villaggi! Mi sia consentito unire la mia flebile voce di Parroco di paese a quelle molto più autorevoli e competenti che, in questi giorni, da più parti si sono alzate, e si stanno alzando, a condannare l’assurda presa di posizione di un manipolo di “insipienti”. Che grande l’intervista rilasciata dal Professor Mario Di Segni, Rabbino Capo di Roma, che rinnova l’invito al Papa di visitare la Sinagoga; e bellissima anche l’iniziativa lanciata dal grande Cardinal Camillo Ruini, di ritrovarsi Domenica prossima a Piazza S. Pietro per far sentire al Santo Padre che Lo apprezziamo, che Lo stimiamo, che desideriamo ascoltarLo, che Gli vogliamo bene! Il giovane francescano San Giuseppe da Copertino, continuamente umiliato per la sua poca attitudine agli studi, ad un professore che lo apostrofava “asino” rispose: “Professore, se Sansone, con una mascella d’asino fu capace di battere l’intero esercito filisteo, si figuri che cosa potrà fare Dio con me, che sono un asino intero”! Ciò detto, mi verrebbero da fare tante “considerazioni” su questi “detentori del sapere”, ma le tralascio, poiché mi sono confessato proprio qualche ora! Una proposta, tuttavia, la voglio lanciare. Probabilmente sarà una proposta stupida, ma, tra le tante sciocchezze e baggianate propinateci da taluni “sapienti” della Città Eterna, magari il buon Direttore Barile vorrà aggiungere anche la mia, di semplice Prete di paese! Ed eccola: se un esiguo numero di “cattivi maestri”, seguiti da un ancor più esiguo numero di “peggiori allievi”, ha avuto la capacità di impedire al Santo Padre di intervenire a questa manifestazione accademica…che cosa non potrebbe scatenare la “protesta” della gran parte di Docenti e Studenti dell’Ateneo Romano?! Ebbene sì, sto proponendo, a chi, nell’intera Comunità accademica de “La Sapienza” è rimasto disgustato e deluso, di lanciare una contro-protesta: che cosa accadrebbe se Studenti e Docenti dello stesso Ateneo che attendevano di ascoltare la voce del Papa, un mercoledì mattina disertassero il “Piazzale delle Scienze” de La “Sapienza” per recarsi in Piazza San Pietro, ad ascoltare la Saggezza? Eh sì, credenti si diventa, e sapienti pure!!!