di Francesco Antonio Grana
Nella sua prima Enciclica, la ‘Redemptor hominis’, Giovanni Paolo II, ad un anno dalla sua elezione, rese pubblica la risposta con la quale aveva accettato, nel chiuso della Sistina, l’elezione al Soglio di Pietro. Benedetto XVI non lo ha ancora fatto. È stato il Cardinale Michele Giordano a svelare recentemente, in occasione della presentazione del mio ultimo libro intitolato “Compromettiti con Dio. La rivoluzione di Benedetto XVI” (L’Orientale Editrice), la formula usata da Joseph Ratzinger per l’accettazione dell’investitura papale da parte del Conclave. “Prima che il Cardinale Ratzinger fosse eletto – ha ricordato il Cardinale Giordano -, siccome oramai si pensava già a lui, io, con la confidenza che avevo, mi sono avvicinato a lui e gli ho detto, avendo anch’egli superato i 75 anni che è l’età in cui noi andiamo a riposo, “ma se dovesse capitare qualche cosa a lei, mica ci fa qualche scherzo?”. Lui si turbò in volto e mi disse: “Eminenza, non posso, non posso accettare. Per favore, non pensate a me, non pensate a me”. E poi dopo che il Conclave lo ha eletto, disse “Propter voluntatem Dei accepto”, con la serenità che gli veniva dal sapere che Dio lo aveva prescelto”. È’ nota la lunga amicizia che lega questi due grandi uomini di Chiesa. Ogni volta che il Cardinale Ratzinger si recava a Napoli, o si trovava di passaggio per recarsi nell’isole di Capri o di Ischia, non faceva mai mancare una sua visita al confratello Cardinale, del quale è stato numerose volte ospite a casa. Così come notevole considerazione Benedetto XVI nutre per Monsignor Vincenzo Pelvi, che non a caso ha nominato Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia, e per il Cardinale Agostino Vallini, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, creato Cardinale nel suo primo Concistoro, e che adesso è fra i candidati alla carica di Vicario Generale per la Diocesi di Roma al posto di Camillo Ruini. Sia Pelvi che Vallini sono stati, per lungo tempo, vescovi ausiliari proprio del Cardinale Giordano durante il suo lungo governo della diocesi partenopea.