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Grazie Petrus
di Luciano Moggi
Cari amici di ‘Petrus’,
da tempo aspettavo di sentire parole cristiane nei miei riguardi e finalmente le ho sentite. Vi ringrazio dal profondo del cuore, con lo stato d’animo di chi vede inquadrata la vicenda che porta sulle spalle nella sua giusta dimensione. Vi sono grato per avermi chiamato a commentare su questo sito che sento già di amare ( anche per la vicinanza alla Chiesa che ci accomuna) il campionato di calcio, e voglio sin d’ora assicurarvi che lo farò con tutto l’impegno possibile, quello che ho messo sempre nelle mie cose. Non dubitavo delle reazioni presuntamene “scandalizzate” che la notizia avrebbe provocato, così come non dubitavo delle falsità che potevano essere messe in circolazione. Ed ecco, infatti, uno dei quotidiani più importanti mettere in giro la notizia che io avrei voluto fare TV, mentre invece (e voi, meglio di tutti, potete asserirlo) io non chiesto niente, accettando però con molto piacere quanto mi veniva proposto. Stessa cosa d’altra parte mi è capitata per il film di Lino Banfi ‘L’allenatore nel pallone 2’, quando si è voluto asserire che io fossi stato rifiutato dal regista. In realtà (basta prendere i giornali di quel tempo) io ringraziai Sergio Martino della proposta che, tuttavia, immediatamente rifiutai. Tutto ciò fa parte dell’attacco mediatico che in maniera furente vado subendo da quando questa vicenda è nata. Nessuno dei colpevolisti ad oltranza è stato mai mosso dal dubbio o ha tenuto conto della presunzione di innocenza, un caposaldo della nostra civiltà giuridica, che nell’occasione a me riferita è vilipeso e trascurato. Quel principio basilare lo sento dire finalmente da voi, accanto ai principi cristiani, che sento anche più importanti. Avete usato immagini pesanti, di e-mail da voi ricevute degne delle peggiori discariche. Ma è proprio quello il quadro, nel quale linciaggi preconcetti e un pervicace accanimento hanno voluto, o meglio cercato, di confinarmi. Qualcuno ha tentato di togliermi anche la parola. Non potrei telefonare agli amici che mi sono rimasti, non potrei dare suggerimenti nel campo dove ho vissuto e di cui penso di conoscere qualcosa, perché quei consigli sono interpretati come ordini, e nessuno si è chiesto quali ordini in questo momento potrei dare. Mi si vuol dare una sorta di morte civile, e allora cosa debbo pensare? Che davo fastidio, che vincevo troppo (un riferimento a questo aspetto, lo fa il direttore Gianluca Barile nel suo editoriale, e lo ringrazio) e che, quindi, dovevo sparire prima o dovrei sparire adesso? Aspetto con serenità e con fiducia il processo e quello che sarà il giudizio della Magistratura. Intanto grazie, cari amici di ‘Petrus’, grazie al Direttore Barile e al condirettore Volpe di avermi nel accolto nella vostra famiglia.
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