A cura di
Gianluca Barile
Sua Santità Benedetto XVI: 10 infiniti ed infinite Lodi
E’ stato il personaggio dell’anno anche secondo il New York Times. Con la lettera ai cattolici cinesi, il Motu Proprio per la liberalizzazione della Messa tridentina di San Pio V, l’Enciclica ‘Spe Salvi’ sulla Speranza, il libro su Gesù, la Nota sull’Evangelizzazione, i viaggi in Brasile, in Austria e a Loreto per l’Agorà dei Giovani, ha recuperato rapporti diplomatici importanti, riscoperto l’immensa tradizione della Chiesa e dato fiducia al mondo in un futuro migliore, esortando gli uomini a portare il nome di Cristo in ogni angolo del cosmo. Con la difesa della Famiglia tradizionale e la condanna dell’aborto, dell’eugenetica e dell’eutanasia, ha ribadito, poi, che la Chiesa non transige e non scende a compromessi sui valori non a caso definiti ‘non negoziabili’. Ha così smentito ancora una volta i profeti di sventura che all’atto dell’elezione lo avevano additato come un Papa di transizione. Benedetto XVI è il ‘Cervello di Dio’: se Giovanni Paolo II parlava dal cuore alle menti, lui parla dalla mente al cuore dell’umanità.
Cardinale Tarcisio Bertone: 9
Si è distinto per impegno, lucidità e chiarezza nel nuovo ruolo di Segretario di Stato. Fedele collaboratore del Papa, ha riorganizzato la diplomazia vaticana in modo snello e contribuito a rilanciare l’immagine della Chiesa con i suoi proficui viaggi in Italia e all’estero. Appassionato di calcio e tifoso della Juventus, ha dimostrato di essere un regista alla Platini.
Cardinale Angelo Bagnasco: 8,5
L’ex Ordinario Militare ha ereditato la Diocesi di Genova da Tarcisio Bertone e la guida della Conferenza episcopale italiana da Camillo Ruini. Vive sotto scorta a causa delle minacce di qualche disperato dopo che ha pubblicamente condannato unioni gay e omosessualità, ma da buon ‘Generale’ non si è fatto intimidire. Degno allievo del Cardinale Giuseppe Siri.
Padre Giancarlo Bossi: 8,5 (ex aequo)
Sequestrato nelle Filippine, ha perdonato i suoi rapitori ed incontrato i giovani dell’Agorà di Loreto per portare la sua testimonianza di missionario. In un’epoca in cui la Chiesa è attaccata da più fronti, ha posto l’accento sull’importanza dell’evangelizzazione. Un missionario dell’Amore cristiano.
Cardinale Angelo Comastri: 8
Il suo sguardo, i suoi gesti, i suoi scritti, le sue parole, sono un inno continuo di lode alla Madonna. Ha ricevuto la porpora nell’ultimo Concistoro e, invitando i fedeli alla cerimonia di ringraziamento, ha detto: “Sono rosso, sì, ma dalla vergogna”. Un esempio di umiltà per tanti porporati che si farebbero baciare l’anello anche dalla mamma.
Cardinale Crescenzio Sepe: 8 (ex aequo)
E’ l’Arcivescovo di cui aveva bisogno Napoli. La sua opera pastorale sta dando i frutti sperati: il capoluogo partenopeo, sia pure afflitto da tanti mali, ha nel Cardinale Sepe un punto di riferimento e uno strenuo difensore. Dopo la lunga parentesi Giordano, Benedetto XVI ha mandato a Napoli l’uomo giusto. San Gennaro ha fatto il miracolo!
Monsignor Guido Marini: 7,5
Ha riportato le cerimonie liturgiche del Pontefice alla dignità della gloriosa tradizione della Chiesa, con celebrazioni sobrie e solenni che non si vedevano da interi decenni a San Pietro. Anche lui, come Bagnasco, viene dalla scuola genovese del compianto Cardinale Siri: Introibo ad Altare Dei.
Don Oreste Benzi: 7
Ci ha lasciati all’improvviso, all’inizio di Novembre, dopo una vita trascorsa accanto agli ultimi e agli indifesi. Ricordiamo, tra tutte, la sua battaglia per ridare dignità alle donne costrette a prostituirsi. La sua Comunità si chiama ‘Giovanni XXIII’, come il Papa buono: addio, Don Oreste, prete buono.
Padre Gabriele Amorth: 7 (ex aequo)
Dopo aver scritto al Papa chiedendo la libertà, per gli esorcisti, di recitare il vecchio rituale latino degli esorcismi, o il nuovo, senza bisogno del permesso del Vescovo diocesano, ha animato il dibattito sulla necessità che la Chiesa aumenti il numero degli esorcisti e lanci l’affondo finale a Satana. ‘Nel nome mio scaccerete i dèmoni’.
Savino Pezzotta: 6,5
L’ex leader sindacale è stato l’anima del Family Day di Roma. Con la sua proverbiale ‘verve’, ha invitato le Famiglie a scendere in Piazza in difesa dell’istituto del matrimonio tradizionale tra un uomo e una donna. La sua non è stata solo una battaglia politica ma anche, e soprattutto, sociale. Il sindacalista di Dio.
Giuliano Ferrara: 6,5 (ex aequo)
Il Direttore del Foglio ha proclamato lo sciopero della fame per chiedere la moratoria sull’aborto dopo che l’Onu aveva votato a favore di quella contro la pena di morte. Ateo devoto, è un grande estimatore di Benedetto XVI ed uno degli intellettuali più raffinati del panorama italiano. Conduce ‘Otto e Mezzo’ su ‘La 7’ e anche noi gli avremmo dato questo voto se si fosse già convertito: la stima è comunque immensa. Un gigante buono.
Antonio Matarrese: 6
Il dinamico Presidente della Lega Calcio ha lanciato la proposta di una ‘Santa alleanza’ tra il mondo del pallone e la Chiesa cattolica. Attendiamo che ai proclami seguano i fatti. Forza, Tonino, siamo con te!
Papaboys: 6 (ex aequo)
Ci riferiamo, in particolare, ai ragazzi del Presidente Daniele Venturi, cresciuti all’ombra di Giovanni Paolo II e maturati sotto il pontificato di Benedetto XVI. Numerose le loro iniziative in Italia e all’estero per divulgare il Magistero del Papa ed annunciare il Vangelo. Particolarmente apprezzabili la promozione di un’Adorazione Eucaristica itinerante per le varie Diocesi e la recita del Santo Rosario con i bambini delle Scuole elementari. Cristoboys.
Antonio Socci: 5
Avrebbe meritato 3 per i continui dubbi lanciati sull’esistenza di un quarto catastrofico segreto di Fatima e 7 per l’aver scritto un eccellente libro su Padre Pio: la media inglese gli assegna un inappellabile 5. Nessuno è perfetto.
Monsignor Piero Marini: 4
Sospendiamo, per carità cristiana, ogni giudizio sulle stravaganti liturgie che ha portato in scena quando era Maestro delle cerimonie di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Ma non possiamo tacere sulla vergognosa, ributtante ed offensiva conferenza stampa inglese durante la quale, presentando un suo libro, ha denunciato il presunto ostruzionismo della Curia romana nell’attuazione del Concilio. Eh no, è troppo facile sputare nel piatto in cui si è abbondantemente mangiato.
Sergio Luzzatto: 3
Lui, ebreo, quindi non credente e di parte, ha pubblicato un libro di pessimo gusto rispolverando vecchie e superate menzogne ai danni di San Pio da Pietrelcina, secondo cui il Frate si sarebbe procurato le stigmate artificialmente con dell’acido fenico. Ma, dopo tutto, cosa aspettarsi da chi non crede in Cristo e nella Sua potenza?
Don Sante Sguotti: 2
Il sacerdote padovano, dopo una lunga telenovelas, ha ammesso di essere il padre di un bambino concepito con una sua parrocchiana. Malgrado ciò, invece di ritirarsi a vita privata, ha iniziato ad attaccare la gerarchia ecclesiastica auspicando ed invocando il matrimonio per i preti e aggiungendo errore ad altro errore. Vade retro, Milingo made in Italy!
Cattocomunismi: 1
Predicano bene e razzolano male. Durante le elezioni, arraffano voti a destra e a manca promettendo equilibrio e rispetto dei valori cristiani. Poi, una volta in Parlamento, promuovono Leggi orribili sul riconoscimento delle coppie gay e di fatto. La loro icona è Rosy Bindi: è tutto dire.
Progressisti disobbedienti: 0
Troppi Cardinali, Vescovi e sacerdoti si sono pubblicamente ribellati al Santo Padre, venendo meno al vincolo e al dovere dell’obbedienza, per quanto riguarda l’applicazione del Motu Proprio ‘Summorum Pontificum’ sulla liberalizzazione della Messa pre-conciliare. Si tratta di esponenti progressisti del Clero. Almeno così si definiscono. Ma a noi sembrano dei retrogradi. O, peggio, dei retro-eretici. Obbedite a Pietro come insegna Sant’Ignazio di Lodola: perinde ac cadaver, come un cadavere.