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Lettera a un seminarista
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Un grande dono: la vecchiaia

del Professor

Francesco Ugliano*

“Che bello, nonno, dormire abbracciato a te!”. Così mi ripeteva, una notte, il mio nipotino che, spesso, rinunciava al suo lettino per essere da me, ancora, accarezzato, baciato e ribaciato anche dopo il calar del sole e il sorgere della luna. La vecchiaia è una grazia, un dono grande di Dio! Ebbene sì, è bella anche l’ultima stagione della vita, malgrado gli acciacchi e gli immancabili mali che offrono carezze ben diverse da quelle dei nostri bambini. Quanti ricordi, quante esperienze accumulate nel corso degli anni! Nonni, voi rappresentate un tesoro prezioso per la famiglia e per la società; ad ogni stagione provvede il buon Dio che tutto ha creato con un ordine sempre nel nome dell’amore. Non malediciamo la vita, ma lodiamo Iddio che ci permette ancora altre gioie, con altri raggi di sole. Al primo risveglio, al mattino, se la giornata si presenta baciata dal sole, apriamo e spalanchiamo, subito, finestre e balconi; i raggi, i raggi di sole devono entrare ovunque perché generano gioia e speranza; anche gli occhi godono e, non manca a volte, il canto del buon giorno per tutti i componenti della famiglia. Nonni, sì, voi siete i raggi di sole di ogni famiglia! Si aprano e si spalanchino ovunque le finestre di tutti i cuori  e disponiamoci all’ascolto di quei battiti di chi attende una parola di speranza, di conforto, di sollievo specialmente nell’ora di tristezza che pur non manca, in chi vive il dono della vecchiaia. Nulla si distrugge, si osa spesso affermare, ma tutto si trasforma. Il cosiddetto progresso sociale vuole dare un tono diverso anche alla vecchiaia; la si vuole vedere trascorrere in completo riposo, rilegandola in centri di accoglienza che vengono chiamati, appunto, “Case di riposo, ospizi”. Ma sono un vero riposo o un tormento continuo questi luoghi per tanti che preferirebbero godere davvero gli ultimi giorni o anni della vita respirando l’aria che sempre hanno respirato? Nella moderna casa assale subito il virus della solitudine  che nel parcheggio di una attesa non piacevole, abbrevia i giorni del cosiddetto riposo meritato. Ai nonni, per il dono dell’ultima stagione ricevuta dal buon Dio; per i nonni che a volte, pur se stanchi ed affaticati, nascondono i loro dolori con un sorriso per un amore forte e schietto; sì, per questi nonni che sanno sostituire e diventare anche loro ”mamma e papà”, anche per loro tanti baci e tante carezze, sempre alla luce della speranza additata da Benedetto XVI con l’Enciclica ‘Spe Salvi’. La speranza di una vita nuova, fatta di gioie intramontabili, eterne e a tutti promessa, farà anche loro non maledire ma benedire figli e nipoti, cosicchè con gioia chiuderanno i loro occhi con la speranza e con la fede di una eternità beata.

 

*Amico e figlio spirituale di Padre Pio