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La piaga antica della prostituzione
di Elia Villani
Dio ha deciso, per la nostra salvezza, di farsi uomo e di venire tra noi. Poteva manifestarsi in qualsiasi modo, ma ha deciso di incarnarsi nel seno della sempre Vergine Maria. In questo modo ha esaltato il ruolo della donna, l’importanza della famiglia fondata sul matrimonio tradizionale, ma soprattutto l’importanza del corpo in quanto tempio di Dio, Suo tempio. Il serpente antico, colui che fu menzognero e assassino fin dal principio, cerca in ogni modo di distruggere il creato e in particolare noi uomini. Satana vuole le nostre anime, vorrebbe che noi ci dannassimo insieme a lui per sempre. Così, il Maligno, tra i suoi mille tentativi, contempla, senza alcuna ombra di dubbio, lo sfregio del corpo in quanto, appunto, tempio del Signore. La prostituzione è sicuramente una via per arrivare ad ottenere questo risultato. La parola “prostituzione” deriva dal verbo latino prostituere (pro, “davanti”, e statuere, “porre”), e indica la situazione della persona che come una merce viene “posta davanti” alla bottega del suo padrone. Tutta la storia umana è segnata dal peccato, gli uomini dovranno sempre combattere contro il male, ma non c’è dubbio che ci sono periodi storici, per motivi a noi ignoti, durante i quali il male, attraverso le sue numerosissime manifestazioni, sembra prevalere sul bene. Il tempo presente, quello che noi tutti stiamo vivendo, è sicuramente caratterizzato da una evidente e forte azione satanica. La prostituzione, infatti, come gli altri mezzi diabolici, vive momenti di massima espansione. Basti pensare che oggi abbiamo la prostituzione femminile, la prostituzione maschile e la prostituzione transessuale. A questi macrogruppi va aggiunto il fenomeno della prostituzione minorile, quello della prostituzione virtuale voyeuristica ed offerta via internet con le telecamere e quello degli assistenti sessuali, servizio di natura sessuale rivolto ai disabili che prevede un compenso pecuniario. Ci sono state altre epoche che hanno visto l’uomo abbandonarsi al peccato in questo modo; in civiltà antiche orientali e medio-orientali, come quella babilonese, fenicia e assira, era diffusa la prostituzione sacra. La motivazione principale che diede origine e impulso a questa pratica, che possiamo definire indubbiamente demoniaca, era il tentativo di immagazzinare l’energia vitale: nel tempio, il sacerdote, a volte anche lo stesso fedele, si univa carnalmente alla sacerdotessa; con la loro unione si celebrava un rito inneggiante alla dea della fertilità (Ishtar, Astarte, Afrodite e altre ancora) in modo tale da propiziare la fertilità delle donne della comunità e, allo stesso tempo, la prosperità economica della comunità stessa. I riti di accoppiamento sacro venivano celebrati di solito dietro versamento di un obolo (ecco perché si parla di prostituzione) anche se le prostitute sacre, dette ierodule, non tenevano niente per sè poiché tutto quanto veniva offerto era accumulato con il tesoro del tempio. Una forma di “prostituzione sacra” attualmente possiamo riscontrarla nei riti satanici durante i quali, attraverso rapporti di natura carnale, si offre se stessi, compreso il proprio corpo, all’anti-Cristo. C’era uno slogan in voga negli anni ‘70 che recitava così: il corpo è mio e me lo gestisco io. Non è cosi, il corpo, come anche la vita, ci viene donato, dato in prestito, e noi tutti dobbiamo farne buon uso, ricordando sempre, in modo particolare noi battezzati, che nel nostro corpo abbiamo accolto con il battesimo, e accogliamo tutte le volte che partecipiamo ai sacramenti, Gesù. Con il nostro corpo, non solo con le preghiere, dovremmo lodare il Signore. Concludo ricordando un passo tratto da una preghiera di liberazione: da ogni forma di sessualità cattiva, noi ti preghiamo, liberaci o Signore!
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