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Il demone del consumismo
di Elia Villani
Sembrava la scena di un film già visto. I pupazzi raffiguranti “Babbo Natale” sempre più tecnologici, si muovevano, parlavano, cantavano la famosa canzoncina “Marry Christmas”, a volte si aveva l’impressione che fossero più vivi dei potenziali acquirenti. Le luci e le feste invadevano strade e negozi. Le befane, quelle di pezza, non hanno voluto aspettare e si sono buttate nell’orgia festosa e luccicante a cavallo delle loro scope prima ancora di Gennaio, e purtroppo non sono nemmeno brutte come lo erano una volta (grazie anche alla chirurgia plastica?). Gli uomini, quelli veri, fatti di carne ed ossa, dimentichi del Natale, del suo vero significato, non hanno fatto altro che correre schizzando da un negozio all’altro alla ricerca di un qualcosa che li potesse far sentire felici. L’unico “negozio” dove ormai non entrano più, dove possono trovare pace e serenità nonché amore infinito, per di più gratis, è la Chiesa, la Casa di Dio in terra. Il nostro amato Servo di Dio, il Papa Giovanni Paolo II, prima di lasciarci per ritornare alla Casa del Padre, ci mise in guardia da un fenomeno, tipico dei Paesi industrializzati: il consumismo sfrenato. Come Lui, anche Benedetto XVI, dalla Cattedra di Pietro, ci esorta a non perderci nell’ideologia e nel culto dello shopping. Satana, d’altronde, si manifesta a ogni singolo uomo sotto diverse sembianze; e non c’è alcuna ombra di dubbio che dietro la bramosia che ci lega, a volte in modo quasi maniacale, ai beni materiali, si nasconda proprio il maligno, l’angelo decaduto, il nemico di Dio e del mondo. L’antiCristo è l’oppositore di Dio e tenta con ogni azione di pregiudicare l’opera salvifica di Gesù sulla terra. Quale migliore e ghiotta occasione se non quella di cancellare dalle menti e dai cuori di noi uomini il più grande evento di tutti i tempi? Far dimenticare il Santo Natale, il Bambino Gesù, la capanna di Betlemme, cancellare il messaggio di salvezza riducendo questa festa da Sacra ad una ennesima occasione per il gozzovigliare, rappresenta per satana una grossa occasione per poter operare in modo indisturbato. Ormai un altro Natale è passato, e in tanti si sono persi nel consumismo. Speriamo che siano stati più i consumisti della Fede rispetto a quelli dell’opulenza. E, soprattutto, speriamo che sempre più bambini, anziché Babbo Natale, abbiano aspettato un bambino come loro: Gesù.
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