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L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Evangelizzare: missione e dovere

di Giuseppe Massari

Pare, leggendo i primi commenti alla bella ”Nota dottrinale su alcuni aspetti dell’evangelizzazione” redatta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, che questo documento abbia infastidito non pochi intellettuali e politologi della fatiscente cultura scientista, i cosiddetti progressisti o regressisti che dir si voglia se si pensa che il loro è solo e sempre un retropensiero, una dietrologia scandalosa e vergognosa. La Chiesa, comunque la si giudichi, non è un partito politico, altrimenti non continuerebbe ad esistere. Non è un centro di potere, altrimenti sarebbe già stata subissata dalle fameliche e familistiche clientele e stritolata dal vortice perverso della convenienza, dell’opportunismo, del compromesso. La Chiesa, invece, è maestra di dottrina. Depositaria di un compito e di una difficile missione: annunziare a tutte le genti il messaggio che Cristo le ha affidato. La Chiesa resiste da sempre agli attacchi, agli insulti, ai dileggi, alle denigrazioni, alle offese e alle ingiurie; resiste perché voluta da Dio, altrimenti, come qualsiasi altro impero e potere temporale, come la storia ci ha insegnato, sarebbe crollata. E invece, appunto, resiste ed esiste. E tra le principali vocazioni della Chiesa vi è quella di predicare la fede, la Parola, non le parole. Di infondere la Speranza, non le speranze. Di inculcare la Fede, non le fedi in qualcosa, ma in Qualcuno. Di insegnare ed ammaestrare secondo i principii della Carità e non della solidarietà o del filantropismo demagogico e sentimentale. Questo ruolo proprio è il vero “mestiere” e la vera “professione” che la Chiesa ha il diritto e il dovere di esercitare. Sicchè, ci chiediamo, dove sta lo scandalo, se questa è la via maestra da seguire? Perché tanti scudi sollevati, proteste e polemiche? Perché tanta paura, invocando ragioni che non esistono? La Chiesa fa proselitismo, hanno asserito le menti illuministiche, figlie della ragione più bieca e più becera. La Chiesa non ha bisogno di seguaci tiepidi. Non ha bisogno di calcolare le masse a cui si rivolge per trarre un tornaconto o per vedere se una battaglia sia giusta o sbagliata. La Chiesa non indice referendum per misurare il suo grado di popolarità o di consenso, tramutabile in voti. Fedele al mandato ricevuto direttamente da Gesù Cristo, va alla ricerca della pecorella smarrita, del figliol prodigo, del centurione da convertire fino a fargli dire : ”Signore, non sono degno che tu entri nella mia casa, ma dì una sola parola e io sarò salvato”. Predicare le beatitudini che ha ricevuto in eredità, quale testamento spirituale, è compito specifico di chi crede nell’amore per il prossimo. Vivere la testimonianza delle opere di misericordia spirituale e corporale appartiene a quel ruolo che non può essere demandato a nessun altro che non abbia capito quanto bisogno ci sia di un impegno serio e totale per vivere in sintonia con la Parola che è stata elargita gratuitamente e che con altrettanta gratuità la Chiesa, con i suoi Pastori, con il Vicario di Cristo in terra, ha il sacrosanto dovere di diffondere. Il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede fa chiarezza su quelli che sono anche i compiti dei cattolici, dei credenti. E’ un documento chiaro, inequivocabile, nonostante ci sia chi ha interesse a mestare le acque e a dare lezioni di saggezza e lungimiranza. Il documento smentisce e mette a tacere certi falsi maestri, i quali dovrebbero prima capire che cos’è la Chiesa, il senso della Chiesa, e dopo tentare, timidamente, di aprire la bocca.