home chi siamo archivio news scriveteci
L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Il perdono cristiano

di Elia Villani

CITTA’ DEL VATICANO – Oggi vivere in modo cristiano è difficile perché tanti sono gli ostacoli posti dal Maligno sulla strada che ci conduce a Gesù. La nostra condotta di vita, poi, è essa stessa un impedimento, un ostacolo, in quanto a noi uomini boriosi piace vivere consumando le cose di questo mondo: il sesso, la ricchezza, l’essere realizzati ad ogni costo. Per ottenere ciò, e altro ancora, siamo capaci di tutto, anche di calpestare la dignità che ci deriva dall’essere figli di Dio. Ma c’è un ostacolo che per noi è il più delle volte difficilissimo da superare: il perdono. L’assenza di perdono rende incapaci di amare, di crescere; se non sappiamo perdonare non riusciremo mai a riconciliarci con gli altri, ma soprattutto non riusciremo mai a riconciliarci con noi stessi. Possiamo affermare, senza avere paura di essere smentiti, che il perdono è fonte di guarigione sia spirituale che fisica. Guarisce, infatti, le ferite provocate dal risentimento, rinnova le persone, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale. E’ difficile, perdonare significa mettersi in gioco, comporta il mettere in discussione tutto il nostro essere, la nostra condotta di vita, il nostro modo di pensare, di vedere e valutare il nostro prossimo. Dopo i fatti delittuosi di Erba, vicenda tristemente nota a tutti, Carlo Castagna, papà della giovane mamma barbaramente assassinata – con lei furono uccisi il figlio e alcuni vicini di casa – trovò il coraggio di perdonare. Questa scelta coraggiosa del Castagna destò non scalpore ma scandalo; sì, tutti aspettavano parole di vendetta, di odio. Non fu così. Ho riportato questo esempio per far capire come il perdono è un qualcosa che non appartiene quasi più alla nostra società. Il perdono non è un sentimento ma è una decisione, è un atto della nostra volontà: decido di perdonare anche se non me la sento; è lo stile di vita del cristiano che accetta di perdonare sempre, chiunque e per ogni cosa. Gesù quotidianamente ci ricorda che se riusciamo a perdonare agli uomini le loro offese, il nostro Padre Celeste perdonerà anche a noi, ma se noi non perdoniamo agli uomini le loro offese, neppure le offese che noi commettiamo ai danni del nostro prossimo ci saranno perdonate. Perdonare è faticoso, possiamo immaginarlo come un cammino lungo che ci conduce ad una meta: la libertà interiore. Pietro disse: «Signore, se il mio fratello pecca contro di me, quante volte gli dovrò perdonare? Fino a sette volte?». Gesù rispose: «Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette».