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L’Immacolata Concezione
di Giuseppe Massari
E’ trascorso un secolo e mezzo da quando Pio IX promulgò, l’8 dicembre, il dogma dell’Immacolata Concezione. Questo evento non fu altro che la conferma di ciò che, in precedenza, i padri della Chiesa avevano sempre affermato. Dopo quattro mesi dal provvedimento papale, si ebbe un’altra conferma, o il coronamento del privilegio o del riconoscimento che era stato concesso, e venne da Lourdes, dove la bella Signora vestita di bianco disse a Bernadette Soubirous: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Da quell’8 dicembre del lontano 1854, ogni anno, la Chiesa, celebra la solennità nel pieno dell’Avvento. E’ la solennità per eccellenza prima del Natale, quando la Vergine, già di per sé immune dal peccato originale e da ogni colpa, genererà l’uomo al di sopra di macchie e colpe. Concepita senza peccato, partorirà Colui che, invece, si addosserà i peccati degli altri, diventando vittima sacrificale e d’espiazione del genere umano. Questo intreccio di fede ci porta a considerare che Dio non ha fatto le cose a caso. Si è scelto l’alveo giusto e pulito dove far crescere suo figlio, prima della nascita e dai giorni del concepimento. Sceglie la piccola fanciulla di Nazareth, che resterà, anche dopo il parto, integra nella sua verginità. Questo dono di purezza e di santificazione è stato il primo regalo che il Signore Dio ha fatto al mondo intero. Maria, dunque, racchiude in sé tutta la storia del mondo, quella che, per dirla con San Paolo, “ricapitolerà tutte le cose in Cristo, quelle del cielo e quelle della terra, quelle visibili e quelle invisibili”. Maria, la piena di grazie, madre di tutte le grazie, viene additata come Colei che si abbasserà solo dinanzi al trono dell’Altissimo, facendo sempre ed unicamente la sua volontà. Con questo esempio magistrale, accompagna la Chiesa nel suo difficile cammino, senza stancarsi mai di invocare la conversione di tutti e per tutti, chiedendo la consacrazione al suo Cuore Immacolato, così come ha ripetuto ardentemente ai tre pastorelli di Fatima, quando apparve e promise, al di là delle guerre, degli oltraggi che il suo figlio subiva, che il suo cuore avrebbe trionfato. Infatti, il male, come Cristo ha dichiarato ai suoi discepoli, ma a Simon Pietro, innanzitutto, non prevarrà. Sintonia di vedute e di pensiero tra madre e figlio che vorremmo leggere sui volti di tante mamme e di tanti figli che si distaccano dagli affetti più cari per seguire le vie che non conducono al bene. Oggi, in molte famiglie manca l’armonia e non il verdetto della discontinuità, della divisione, purtroppo, anche, dell’odio. Ciò non significa che anche in questi ambiti naturali e domestici, Maria non potrà trionfare. Anzi, la nostra fede ci consente di credere e sperare che anche dove c’è odio e non amore, là, l’Immacolata Concezione, trionferà, trasformando le famiglie da luoghi infernali a perle viventi di Paradiso.
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