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L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



La presentazione di Maria al Tempio

di Giuseppe Massari

Giustamente, la Chiesa ricorda questo evento mariano non solo per porre al centro dell’attenzione un gesto nient’affatto simbolico, ma per vedere nella profondità di quel mistero che comincia a prendere forma, la natura e la vita di una donna che si consacrerà totalmente al Signore. Maria è l’oblata per eccellenza. E’ la prima a diventare Tempio dello Spirito. E’ la prima maestra di tutte le consacrate. E’ l’esempio ancora attuale e vivente di una vita fattasi contemplazione e non supplizio. Gioia e non sofferenza. Gaudio e non privazione. E’ un po’ la vita di quelle suore e giovani claustrali che, vivendo nel mondo, sono lontane da esso, pur rafforzandone le fondamenta morali e religiose. Maria è pilastro di sacralità, perché corredentrice del genere umano. Altrettanto sono quelle piccole e, a volte, minuscole suore, che dalle grate di un convento e di un monastero, con l’aiuto di Dio, guidano il mondo intero alla vocazione della pace, della speranza, della carità e della fede. Non a caso la Chiesa accomuna la festività liturgica a quel mondo in cui si mescolano, si fondono, si integrano e si completano i volti di Marta e Maria: l’azione e la contemplazione. In queste celle di consacrate risiede la ricchezza e la bellezza di un messaggio evangelico, di tutto il cristianesimo vero ed autentico. Nel rapporto silenzioso e costante con Dio e con i fratelli si sprigiona la forza di quell’uomo che non deve essere solo considerato o considerarsi immagine del Dio vivente, ma deve essere il Dio visibile tangibile nel mondo, nella società, nella vita quotidiana, nella vita della Chiesa. Maria, progenitrice e protettrice del genere umano, sollevi i cuori affranti, ridia luce e speranza ai sofferenti e ai bisognosi, ricalchi le sue orme, lasciandole impresse con l’esempio di ciascuno di noi nel seguirla, nel sentirla madre, maestra, avvocata, ausiliatrice. Riempia i monasteri di sante vocazioni. Incoraggi i giovani a sentire il fascino e il candore a cui il Signore li chiama. Non disprezzino la legge del suo amore spezzato e divenuto divino fermento per trasformare la nostra vita nella sua e il nostro mondo nel suo regno.