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del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

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di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

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di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



‘Nel nome mio scaccerete i dèmoni’: la mia vita accanto ad un esorcista

di Elia Villani*

In tempi in cui la mentalità che domina e che condiziona fortemente la vita quotidiana di ogni singolo uomo è quella che vuole farci credere che non esistono valori assoluti, ma che ne esistono tanti quanti sono gli esseri umani che vivono il nostro pianeta terra, che l’uomo non è altro che il risultato di una evoluzione che parte miliardi di anni fa, che se davvero esiste un Dio, quel Dio è l’uomo stesso; perché, in tempi come questi, appunto, un ragazzo di 33 anni – e parlo di me – dovrebbe aiutare un sacerdote esorcista nell’esercizio del suo ministero? La risposta è semplice: l’uomo non è il risultato di una lunghissima evoluzione ma è una creatura di Dio che a noi uomini sue creature si è manifestato attraverso suo figlio Gesù Cristo, la seconda persona della Santissima Trinità. Dio esiste, ed esiste anche il suo nemico, satana. Questa risposta non si basa su una idea insegnata fin dalla giovane età, ma su fatti concreti, sulla vita vissuta quotidianamente. Da 7 anni ho iniziato un lento e faticoso cammino spirituale; questo mio cammino comincia con un atto di umiltà: riconoscendo che Gesù è il Signore e Salvatore. Vivevo la mia vita come la vivevano tantissimi altri ragazzi miei coetanei, ero attratto dalle cose di questo mondo, mi lasciavo abbagliare da false luci e confondere da false idee e ideologie, ero schiavo dei miei desideri e dei miei peccati. Questo mio modo di vivere la vita consumava la mia anima lentamente, e lentamente inaridiva il mio cuore. Sono stato fortunato perché il Signore non ha permesso che io mi perdessi definitivamente e, come solo Lui sa fare, perché è il creatore delle cose visibili ed invisibili, mi ha aperto gli occhi donandomi la grazia di capire da che parte è la verità. Aggrappandomi alla preghiera del Santo Rosario, tanto cara alla Santissima Vergine, ho vissuto i miei ultimi 7 anni di vita risanando la mia anima e cercando di rispondere alle chiamate che il Signore di volta in volta mi faceva. Tra mille difficoltà e sbagli che ho continuato a commettere, anche se in numero – spero – sempre minore, ho ricevuto tante grazie non solo spirituali ma anche materiali. Senza volerlo, mi sono ritrovato a far parte di un gruppo di ragazzi che aiuta un parroco esorcista nell’esercizio del suo ministero. Ho imparato che nulla avviene per caso, è per questo motivo che sono intimamente convinto che anche questa mia ultima esperienza faccia parte del cammino che Gesù ha voluto per me. Si è aperta per me una porta su una realtà così triste e grande quanto pericolosa; premesso che sono perfettamente consapevole che Cristo ha già vinto, definisco pericolosa questa realtà perché in molti oggi non credono più nell’esistenza del demonio e tra questi, purtroppo, ci sono tanti che si definiscono cattolici e dicono di praticare la loro fede dimenticando evidentemente il Vangelo. Questi ultimi, negando apertamente le Sacre Scritture, o buona parte di esse, inducono tanta gente ad assumere atteggiamenti sbagliati, ed è per questo motivo che definisco questa realtà pericolosa. La Vergine Maria ha detto, in uno dei suoi messaggi dati ai veggenti di Medjugorje, che bisogna indossare un oggetto sacro e benedetto senza disfarsene mai. Perché? Per proteggersi forse da un ordigno esplosivo piazzato da un potenziale terrorista? No. La risposta è che bisogna difendersi da spiriti immondi. Gesù ci dice che non dobbiamo preoccuparci di chi può uccidere il nostro corpo ma di chi può uccidere in eterno la nostra anima. E a chi fa riferimento, forse al disperato di turno che per una manciata di euro durante una rapina è capace di uccidere? Contrariamente a quanto si vuol far credere, tante persone oggi hanno seri problemi di natura spirituale, sono vittime di fatture, malocchio, stregoneria, invidia, maledizioni di ogni genere, messe nere e rituali vari, vessazioni e possessioni diaboliche. La prima volta che ho partecipato ad un esorcismo mi è toccato pregare per una donna che si porta dietro fin dall’infanzia un maleficio; per essere più preciso, quando nacque, un suo parente, all’insaputa dei familiari, la consacrò a satana. Solo dopo molti anni si è manifestato il male. I casi ai quali ho assistito sono diversi, cosi come diverse per cultura, età, condizioni sociali sono le persone ‘ammalate nello spirito’. Un caso che mi ha colpito particolarmente, anche perché dimostra come anche l’uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio può a tal punto allontanarsi dalla bellezza della Verità da diventare egli stesso un diavolo, è quello di una famiglia vittima di uno spregevole e, consentitemi il termine, schifoso maleficio. Invitati a cena presso l’abitazione di amici, almeno cosi erano considerati, hanno mangiato inconsapevolmente la carne di un animale sul quale era stato esercitato, prima di essere cucinato, un rituale. Ad essere più colpita è la donna. Questa, sotto esorcismo, viene tenuta ferma, anche per evitare che faccia del male a se stessa e all’esorcista, da almeno quattro persone; delle volte parla lingue quali il russo, il tedesco, l’aramaico, fa riferimenti a passi delle Sacre Scritture e proferisce parole che solo per motivi di decenza non scrivo. Tengo a precisare che si tratta di una persona culturalmente semplice. Per motivi di riservatezza non entro nei particolari; quello che a me interessa è testimoniare, attraverso questo mio scritto, una realtà che da molti viene negata, forse per paura o perché la fede in Cristo è venuta meno. Il cammino intrapreso da queste persone è faticoso, sicuramente non facile, pieno di sofferenze, è una lotta quotidiana contro il nemico di Dio e di noi uomini. Chi scopre di essere ammalato nello spirito, oltre a dover accettare la propria condizione che di per sè è scioccante, deve fare i conti con lo scetticismo delle persone che lo circondano. Le vittime, spesso vengono tacciate di essere folli; gli amici, anche i più intimi, si allontanano. Ma perché Dio permette tutto ciò? Anche in questo caso la risposta è semplicissima. Il Signore lo consente per ottenere la conversione non solo della persona vessata o posseduta, ma di tutta la sua famiglia e delle persone più vicine. A tal proposito voglio ricordare il caso di una giovane ragazza vittima di un maleficio; i primi a prendere la santa abitudine di recitare il Santo Rosario e di partecipare ai sacramenti sono stati non i genitori ma i cugini e le zie della ragazza. Con certezza posso dire che inizialmente questi familiari della ragazza si sono avvicinati alla Chiesa di Cristo per paura, perché in essa hanno trovato rifugio e conforto, anche se oggi stanno scoprendo la verità e la bellezza della stessa. Voglio concludere il racconto della mia esperienza, raccontata evidentemente per sommi capi, salutando e incoraggiando tutti i miei fratelli in Cristo Gesù, in modo particolare quelli ammalati nello spirito, ricordando le parole che il Signore ci dice tutti i giorni: ‘Non temete!’.

 

*Collaboratore di un esorcista diocesano