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L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Roma capitale della vera liturgia

di Bruno Volpe

CITTA’ DEL VATICANO – Si sono appena spenti i riflettori sul Congresso dei Tradizionalisti di ‘Una Voce’, ed ecco Roma al centro di un altro importante evento: dal 14 al 17 novembre, la Capitale d’Italia diventera’ anche la Capitale della Liturgia. Roma, infatti, ospitera’ il Congresso del ‘Ciel’, il Centro di studi specializzato sulla Liturgia del messale di San Pio V. All’incontro di studio, che si terrà presso l’Università Urbaniana, parteciperanno fior di liturgisti provenienti da ogni parte del mondo. Ovviamente, ad essere al centro dell’attenzione sara’ il messale di San Pio V, ma gli studiosi, a leggere con la dovuta attenzione il programma, affronteranno anche alcuni temi di scottante attualita’ relativi al Novus Ordo, come i gravi abusi liturgici. Da un certo punto di vista, provocatoriamente, e’ lecito affermare che la promulgazione del Motu Proprio ‘Summorum Pontificum’ da parte di Benedetto XVI per la liberalizzazione della Messa tridentina abbia rappresentato anche una reazione contro i tanti e gravi svarioni commessi nella celebrazione della Santa Messa dai preti che con  le loro stravaganze hanno abusato del Nosu Ordo e della Liturgia. Il Messale di Paolo VI, se ben considerato, e’ ricco di spunti validissimi e di formule eleganti tanto quanto il Messale di San Pio V. Sfortunatamente, però, alcuni esegeti ed interpreti dell’ultima ora lo hanno considerato un semaforo verde ad ogni sorta di sciatteria, o – peggio – un passaporto per Messe-spettacolo in cui il sacerdote si e’ trasformato nel protagonista ed ha fatto diventare  Dio solo una comparsa. Questi rischi li aveva già saggiamente paventati, con la sua consueta lungimiranza, un Santo contemporaneo, San Josemaria Escrivà, un sostenitore della dignita’ della Santa Eucarestia. E allora, sfatiamo un’altra leggenda nera: il fondatore dell’Opus Dei non e’ stato avversario del Novus Ordo, ma ha sempre rivendicato il rispetto per la tradizione e la correttezza liturgica. Alla luce dei tanti abusi emersi in questi anni, come dargli torto?