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La voce (inascoltata) della natura

di Sergio Rolando

Spero sia accolto dal lettore questo mio personale approfondimento suscitando qualche spunto di riflessione. L’uomo moderno ed ipertecnologico sembra purtroppo sempre meno disposto ad ascoltare la voce della natura ed a percepire in essa una diretta espressione del Creatore. Quest’uomo, nell’ascoltare spesso solo se stesso in uno stordimento di parole e di messaggi, non è più in grado di leggere il linguaggio della natura come strumento per giungere alla contemplazione di Dio. Ogni uomo di buon senso oggi invita al rispetto della natura per la salvaguardia della stessa e del genere umano; l’uomo di fede, invece, oltre a far propria quest’istanza, invita ad ascoltare il messaggio che ci lancia Dio stesso attraverso la voce della natura, quel messaggio così amorevolmente accolto dal Santo Francesco. In altre parole, quest’uomo moderno, troppo spesso asservito al proprio universo di artifici e dimentico dell’universo che lo circonda, dovrebbe riscoprire nei segni della natura segnali di Dio per condurlo a Sè. Spero che chi legge possa condividere con me questa esperienza che cerco di spiegare con le parole che seguono:

 Cambia, nel tempo, la voce dell’uomo.

Immutata resta nel tempo la voce della natura.

Quello che oggi dice l’uomo,

spesso è diverso da quello che diceva ieri.

Domani, dirà cose ancora diverse.

Ieri lo diceva in una lingua che non c’è più;

oggi lo dice in una lingua

che forse domani non ci sarà.

Cambia nello spazio la voce dell’uomo.

Quello che si comprende in un posto,

non si comprende in un altro.

Non dimentico più queste cose

quando ascolto la voce dell’uomo

ma soprattutto, non dimentico più

di ascoltare la voce della natura;

spesso questa voce mi conforta

 più di tutto il”bla bla bla” che mi circonda.