del Professor
José Roberto Mendirichaga*
CITTA’ DEL MESSICO – Laicita’ e laicismo non sono affatto la stessa cosa. La laicità e’ infatti una condizione tipica di tutti i battezzati che non sono stati ordinati sacerdoti o non hanno preso voti religiosi. Tutti i battezzati fedeli alla Chiesa sono laici, in perfetta comunione con il successore di Pietro, con il Vescovo Diocesano e con tutto il clero che guida il gregge spirituale composto da coloro che aspirano alla santita’ intesa come perfezione di condotta evangelica. In un’esortazione apostolica sulla laicità dei fedeli, il Servo di Dio Giovanni Paolo II ricordava che “la testimonianza cristiana deve essere considerata un valore fondamentale e che, anzi, puo’ addirittura portare al sacrificio della vita e al martirio”. Di segno totalmente opposto e’, invece, il laicismo. Esso parte da una teorica non ingerenza dello Stato nelle cose religiose, ma poi si traduce, nei fatti, o in una preferenza assolutamente illegittima dello Stato per un particolare culto o addirittura in una persecuzione dello stesso Stato contro qualsivoglia religione, cattolica, protestante o islamica tanto per citarne alcune. Questa forma di persecuzione, cioe’ il laicismo da parte dell’Autorita’ politica, si traduce, nel concreto, in un’assoluta e chiara forma di irrispettosita’ da parte dello Stato che cosi’ viola la sacrosanta liberta’ di religione, un diritto fondamentale ed inviolabile della persona.
*Docente di dottrina sociale della Chiesa presso l’Università cattolica Udem di Monterrey (Messico)