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Il Papa e l’obiezione di coscienza

del Dottor

Franco Balzaretti*

La condanna alla commercializzazione di farmaci abortivi ed eutanasici, rappresenta, indubbiamente, il punto più saliente del discorso che Benedetto XVI ha rivolto, il 29 ottobre scorso, ai partecipanti del XXV Congresso internazionale dei farmacisti cattolici. E questo tema risulta, infatti, di notevole impatto mediatico; per la sua attualità, ma anche per i drammatici ed inediti risvolti etico-morali, con i relativi problemi di coscienza, che investono ogni giorno il mondo medico e farmaceutico. Ecco perché l’appello rivolto dal Santo Padre, per il riconoscimento, anche ai farmacisti, del diritto all’obiezione di coscienza, ha scatenato, come si poteva peraltro prevedere, un acceso dibattito. Ma al di là di alcune prevedibili ed inopportune dichiarazioni polemiche, ritengo che il richiamo del Papa sia stato particolarmente attento, equilibrato e, al tempo stesso, doveroso, soprattutto alla luce di alcune recenti spinte laiciste. Spinte che, oltretutto, non si limitano ad un’insofferenza per i valori etici (in primis Vita e Famiglia), ma si assiste ad un sistematico e violento attacco alla cultura cattolica ed alla stessa Chiesa; da parte di importanti quotidiani, reti televisive ed esponenti di spicco della cultura laica. Ed ecco che la difesa dei nostri valori (e della nostra stessa cultura) rappresenta un dovere imprescindibile per noi cattolici e, in questo specifico contesto, per tutti i vari operatori sanitari,  che devono adoperarsi, nell’esercizio della propria professione, ad un generoso servizio agli ammalati, alle famiglie ed alla Vita, seguendo fedelmente le indicazioni della Chiesa e del Santo Padre! Circa un anno fa, a seguito di alcune assurde proposte di modifica al Codice di Deontologia Medica, mirate ad un’inaccettabile limitazione dell’Obiezione di Coscienza, ci fu un’importante e decisa presa di posizione da parte dell’AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani). Le obiezioni  manifestate dall’AMCI e da diversi esponenti di area cattolica della classe medica, vennero poi, in gran parte, recepite con un’opportuna revisione della stesura definitiva dello stesso Codice. Anche perché l’Obiezione di Coscienza, per sua stessa definizione, non può subire limitazioni, in quanto rappresenta una vera e propria conquista, ottenuta dopo una lunga e durissima battaglia, in occasione della legalizzazione dell’aborto in Italia. Ed ecco che l’intervento del Santo Padre è, a mio parere, importante, in primo luogo sotto l’aspetto propriamente bioetico, in quanto ha ribadito che le medicine non possono essere concepite per porre fine alla vita delle persone, come nel caso dell’aborto o dell’eutanasia: “Non è possibile “anestetizzare” le coscienze, ad esempio di fronte agli effetti di molecole che hanno l’obiettivo di evitare l’annidamento di un embrione o abbreviare la vita di una persona”. Il Papa ha ricordato, ancora una volta, il dovere di tutti gli operatori sanitari ad opporsi alla cosiddetta cultura dell’aborto, che induce tante donne a pensare all’aborto non più come ad un’eventualità estrema, eccezionale e tragica, ma come ad una semplice possibilità, facilmente gestibile, attraverso ad altrettanto semplici sussidi farmacologici, come la pillola abortiva o RU486. Qualcuno ritiene che, per la donna, questo metodo abortivo sia meno traumatico ed invasivo, rispetto al classico aborto chirurgico, tuttavia molti medici (cattolici e… non!) sono alquanto perplessi di fronte a simili affermazioni. La metodica è indubbiamente meno invasiva rispetto ad un aborto chirurgico, ma qui viene ad essere devastata e traumatizzata la sensibilità della donna, in quanto viene progressivamente banalizzato un atto gravissimo, come la soppressione di una vita che sta nascendo dentro di lei. E, infatti, un metodo che, con la sola assunzione di alcune pillole, consente un vero e proprio aborto, renderà, moralmente, sempre meno sensibile la donna di fronte alla gravità di una decisione che turba la sua coscienza e la renderà, comunque, sempre meno consapevole. In base alla letteratura scientifica, la pillola abortiva RU486 non risulta essere poi così innocua e l’insieme stesso delle notevoli precauzioni, che ne accompagnano la somministrazione, conferma, in modo evidente, la pericolosità della stessa per la salute della donna. Il discorso del Papa rappresenta, quindi, soprattutto un’energica difesa dell’obiezione di coscienza, che è un diritto e che deve essere sempre riconosciuta, affinché i farmacisti, come i medici e tutti gli altri operatori sanitari, non debbano “collaborare, in modo diretto o indiretto, alla somministrazione di prodotti che hanno per obiettivi opzioni chiaramente immorali, come aborto ed eutanasia”. Di fronte a questi attentati alla vita, noi cattolici ci troviamo forse in minoranza, ma questo ci rende più convinti che la difesa dei valori non può essere dipendente dai numeri, quando tali valori sono fondamentali per la nostra civiltà.

 

*Vice Presidente Nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani

 

 

Nella foto, il Dottor Franco Balzaretti, estensore dell’articolo, ricevuto in udienza da Sua Santità Benedetto XVI