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‘Verba Volant’
di Sergio Rolando
Leggo che Benedetto XVI auspica un sollecito sbarco in rete dell’Osservatore Romano e vengo sollecitato a qualche considerazione. Si è sempre detto per affermare l’autorevolezza e soprattutto la certezza dello scritto sul semplicemente pronunciato: “Verba volant, scripta manent “; c’era in quel “volant” un’accezione che implicava qualcosa di precario, di dubbio, di poco durevole e certificabile, insomma qualcosa di poco rassicurante. Alla luce dell’invito rivolto dal Papa, mi piace invece prendere atto che anche la valenza delle frasi più affermate e collaudate nel tempo può, proprio grazie all’evolvere del tempo stesso, assumere altre sfaccettature. Oggi “verba volant”, ma non più perché disperse, dimenticate e dissolte ma perché istantaneamente ed universalmente comunicate a mezzo della rete; “volant” perché non più assoggettate ai limiti spaziali, temporali e materiali del supporto cartaceo. La realtà contemporanea ci porta a considerare tutto ovvio e scontato, portandoci ad un processo di assuefazione che non tiene conto dell’immenso processo evolutivo che ha giovato alla comunicazione del pensiero, ivi compresa la parola di Dio. Si comincia con le XII tavole e così pure con le incisioni su pietra dei nostri avi, arrivano poi i papiri, le tavolette di cera, le pergamene, gli amanuensi, la stampa ma poi finalmente si vola! Arrivano internet e la rete! Formidabile strumento che fornisce grandissime opportunità ma nel contempo moltiplica le responsabilità di chi comunica. Se le parole incise su pietra sfidano i millenni, quelle diffuse su rete possono incidere pensiero e coscienza di milioni di persone. Se tutti hanno diritto a comunicare, è evidente che per il cristiano comunicazione significa indubbiamente attinenza al messaggio di Cristo. Quale meravigliosa opportunità e quanta responsabilità caratterizza questa nuova forma di comunicazione soprattutto nel mondo dei giovani che ne sono i più assidui fruitori. Che le parole dell’Osservatore Romano assicurino un costante “on line” tra le coscienze cristiane e Dio, che volino sulle ali della moderna tecnologia ma volino con la consapevolezza che quella rotta di volo non potrà mai concedersi pericolosissimi vuoti d’aria. Sarebbe lo sgomento!
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