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L’ignobile persecuzione ai danni di Padre Pio
di Giuseppe Massari
Un nuovo sciacallaggio editoriale ha colpito San Pio da Pietrelcina, il frate cappuccino con le stimmate, con i segni della passione di Cristo. L’accusa, il reato, secondo l’autore del saggio denigratorio, sarebbero quelle che il francescano del Gargano avesse usato acido fenico per procurarsi le sanguinanti ferite. Purtroppo, dispiace dirlo e ribadirlo, anche se il senso cristiano che non dovrebbe portare all’offesa di uno che non la pensa secondo il proprio comune credo religioso, che di ignoranza, non latente, ma manifesta si tratta. Padre Pio non è stato il precursore del miracolistico privilegio di portare con sè le sofferenze della Croce. Prima di lui c’è stato San Francesco d’Assisi, segnato dalle stesse piaghe. Anche il poverello fondatore dell’Ordine francescano ha usato l’acido fenico? Per cui, il Santo del 2000 ha emulato il suo fondatore? Eppoi, se il Santo calunniato, perseguitato, durante alcuni periodi storici, anche da Santa Madre Chiesa, fosse stato così astuto, capace o ingenuo da farsi imbottire da una sostanza chimica per attirare donne, essere o diventare idolatore, idolatra, perché poi non scelse di diventare santone, mistificatore degli arguti ingegni dell’umanità? Perché quelle ferite si cicatrizzarono, solo poco prima della sua morte? Queste sono alcune domande che il popolo dei fedeli si pone all’indomani di uno scandalo nuovo della Croce di colui che l’ha portata, l’ha condivisa ed ha allevato molti a seguirla. Cristo, vittima innocente per eccellenza di ogni persecuzione, disse e ci ricorda, e non si stanca mai di ripeterlo: “Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Stranamente, per i non credenti, per gli scettici, per gli astrusi argonauti, parallelepipedi nella palude di ogni pensiero di retto sentire, per coloro che non comprendono molto facilmente gli altri, non comprendendo, neanche lontanamente se stessi, in questi giorni, in Puglia, e proprio nella patria adottiva di San Pio, è in corso, sia pure al termine, la quinta Borsa internazionale del Turismo religioso. E’ un caso? E’ una coincidenza? No. E’ una volontà dei pugliesi che si ritrovano, si riconoscono, si affidano a colui che sarà l’eterno dilemma dei non credenti, a caccia di miscredenti, di atei settari, di rinvigoriti mestieranti dell’affare non finalizzato ad un bene generoso come, invece fece Padre Pio quando volle e realizzò opere, non chiacchiere, non menzogne, non farmacie in cui vendere l’acido fenico per sè, ma solo per gli altri. E’ la forza prorompente, dirompente, silenziosa e senza il codicillo dell’audience, di coloro che al Gargano, a San Giovanni Rotondo, continueranno a salire in ginocchio, in preghiera, perché al di là di San Pio, l’uomo, di solito, tende a salire e non a scendere, o non a ribassarsi alle infime corde di chi cuore non ha, pur pensando di dispensarlo.
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