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Lo storico bacio del Papa al sangue di San Gennaro

di Sergio Rolando

NAPOLI – In tanti hanno baciato la teca contenente il sangue di San Gennaro. Quante generazioni, nei secoli, si sono avvicendate in quell’atto, che di volta in volta ha assunto molteplici significati: espressione di devozione, amore, impetrazione di grazie, riconoscenza e talvolta, invece, da parte dei potenti, farisaico ossequio formale, o peggio, come la storia c’insegna, tributo teso ad accattivarsi la benevolenza dei napoletani. Quante volte il sangue del Martire, disciolto o rappreso, ha stimolato le menti o fatto palpitare i cuori. La storia di quel sangue e delle vicende ad esso legate è veramente lunga, talvolta per alcuni aspetti controversa e di difficile interpretazione. Non sta a me, nella mia modestia, approfondire questi aspetti. Io voglio soltanto dirvi dell’emozione che ho provato innanzi all’immagine più recente legata a quella teca ed a quel sangue: l’immagine di Papa Benedetto XVI chino in quel bacio alla preziosa ampolla. Quell’immagine ci ha recato conforto per la portata storica dell’atto ma non solo: un Papa con amore e devozione bacia la teca! Un Papa che quindi con il Suo esempio insegna a tutti i cattolici a compiere quell’atto con buona disposizione di mente e di cuore. Che cosa bella! Non posso dimenticare quante volte quel sincero tributo dei fedeli al Santo Patrono sia stato svalutato, soprattutto da chi napoletano non è, sia stato considerato anacronistico retaggio del passato, espressione di folclore primordiale, primitivo, mi ripugna dirlo, quasi rozzo; né posso trascurare tutte le occasioni in cui, con atteggiamento irridente e dissacrante, ci si è accaniti nell’evidenziare soltanto alcuni aspetti plateali e distorti di quel culto. Di fronte all’immagine di quel bacio, che definirei epocale anche nella millenaria storia della Chiesa, la mia coscienza si conferma invece nella piena consapevolezza della nobiltà di quel gesto che è soprattutto un tributo di amore dato al sangue offerto dal Martire Gennaro per la causa di Cristo che è poi la causa dell’intera umanità. Dopo il bacio del Papa, quel sangue è ancora più di prima parte di Napoli, delle vicende del suo passato e del suo presente. Quella preziosa teca, che vede ancora il sangue del Martire sciogliersi per alimentare la speranza di tanti cuori semplici e perseveranti nel bene malgrado le tante difficoltà, é stata baciata da un Papa che con quel bacio ha esortato ed amato un’intera città.