del Professor
José Roberto Mendirichaga*
CITTA’ DEL MESSICO – Medici, psicanalisti e terapeuti ancora oggi non sono concordi sull’origine e le cause dell’omosessualità. Si tratta di un problema congenito? E’ invece la risultanza di un modo di vivere? Si può correggere? Quali attenuanti esistono se la si considera tra i peccati capitali e in violazione del sesto Comandamento? La questione, assai spinosa, ci impone di separare il peccato (cosa riprovevole) dal peccatore (oggetto dell’amore infinito di Dio). La Chiesa cattolica non mette al bando gli omosessuali, ma respinge con forza gli atti omosessuali. La Congregazione per la Dottrina della Fede (documento del 23 giugno 1992) e il Catechismo della Chiesa cattolica (paragrafi 2357-2359) stabiliscono che tutte le persone devono essere rispettate nella loro dignità, ma a loro volta hanno l’obbligo, il dovere, di essere fedeli e docili nel seguire il progetto di Dio nella castità. Ciò vale maggiormente per i sacerdoti e i consacrati. Essi devono mantenere una condotta esemplare e dare viva testimonianza di quella castità che la loro condizione non permette mai di violare. Del resto, ove lo vogliano, possono tranquillamente richiedere la riduzione allo stato laicale.
*Docente di dottrina sociale della Chiesa presso l’Università cattolica Udem di Monterrey (Messico)