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Se le benedizioni papali servono a vincere anche a calcio
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Il Santo Padre, amante del bel calcio, ci perdonera’ la frivolita’ ma una volta tanto facciamo incursione nel mondo della pedata. Mercoledi’ scorso, all’udienza generale in Vaticano, era presente al gran completo la squadra dell’Ancona, sponsorizzata da un’Associazione di ispirazione cattolica. I calciatori, per l’occasione, hanno regalato al Pontefice (foto) magliette, gagliardetti e un pallone, ricevendo la benedizione apostolica. Evidentemente, il Papa porta bene. Di fatti, l’Ancona ha colto un prezioso successo esterno a Sorrento nell’ultima giornata del campionato di C1. Fortunate le modalita’ della vittoria corsara dei dorici: mettono a segno una rete a lungo contestata dai padroni di casa e forse viziata da un fallo non rilevato dall’arbitro di Castel Franco Veneto, poi il Sorrento perde per una banale espulsione il centravanti Ruotolo e, colmo dei colmi, i campani, in pieno recupero, colgono, a portiere battuto, ben due pali e si vedono negare la gioia del gol dal salvataggio in extremis, sulla linea, di un difensore dell’Ancona. Insomma, una bella dose di fortuna. Come non bastasse, le rivali dell’Ancona si sono annullate con un pareggio a reti bianche e quindi la squadra marchigiana e’ passata sola soletta in vetta alla classifica del girone B della C1. Sembrano lontani un miglio i tempi cupi del fallimento, dello Tsunami calciopoli e del fallimento: anche nel calcio qualche volta gli ultimi possono diventare i primi. Se la tendenza verra’ confermata, non ci meraviglieremmo di vedere alle prossime udienze sfilate di calciatori e di societa’ in crisi. A proposito: dopo un’udienza papale, Michel Platini fu eletto presidente dell’Uefa. Insomma, sembrano proprio efficaci per gli sportivi le benedizioni del Papa. A proposito. Di una particolare benedizione avrebbero bisogno il portierone milanista Dida, ormai in concorrenza dopo Glasgow con il grande Mario Merola, re della sceneggiata; il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, che dopo aver speso a mani piene vanta al suo attivo solo due miseri scudetti, di cui uno vinto a tavolino; e Luciano Moggi, che ha rafforzato la propria fede dopo lo scandalo di ‘calciopoli’. Chissà che anche loro non chiedano – lo scriviamo simpaticamente – un incontro al Santo Padre. Arbitro delle udienze papali? Ovviamente, PAPAresta.
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