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Musica e liturgia

di Fra’ Sistino

CITTA’ DEL VATICANO – Ma il popolo deve cantare oppure no? Noi frati cantiamo sempre nel coro della chiesa del convento. Cantiamo durante la Messa e durante la liturgia delle Ore. Per me il problema non si pone. Io sono nato dopo il Concilio, ho cantato in parrocchia, accompagnato dalla chitarra, con i miei compagni prima di entrare in convento. Ma ora siamo tutti un po’ confusi. Il Papa ama la bella liturgia e la bella musica, ma è anche un uomo del Concilio e non credo voglia far tornare il popolo dei fedeli ad essere semplice spettatore di un concerto. Sabato 13 ottobre Benedetto XVI inaugura i lavori di ristrutturazione del Pontificio Istituto di Musica Sacra. Un organo storico restaurato, un nuovo pianoforte a gran coda. Soprattutto si attende una presa di posizione da parte del Papa sulla questione musicale. Dopo il motu proprio “Summorum Pontificum”, con l’apertura alla celebrazione della Messa pre conciliare, dopo l’annuncio di una Messa in San Pietro con il rito tridentino (fatto del resto non nuovo, era successo anche nel pontificato di Giovanni Paolo II), ora attendiamo un pronunciamento sulla musica nella liturgia. Si scontrano due correnti di pensiero. Da una parte la musica che da 15 anni esegue la Cappella Sistina, guidata dal Maestro monsignor Giuseppe Liberto, conciliare e raffinata, apprezzata dal Papa che ha voluto dedicare al fratello musicista una concerto dei Pueri. Dall’altra, le spettacolari e concertistiche esecuzioni del maestro Miserachs che guida il PIMS, che organizza concerti sacri malamente collegati a Sante Messe, come quelli eseguiti nelle basiliche romane per il festival della Musica Sacra. Negli anni passati il Pontificio Istituto di Musica Sacra ha conferito a Georg Ratzinger la laurea Honoris Causa. Captatio benevolentiae o condivisione di vedute? Da povero fraticello credo che i fedeli sappiano e vogliano distinguere tra un concerto e una Messa. Ma certamente il Papa amerà che ci sia una vera educazione musicale. Il problema di  fondo è sempre lo stesso. La riforma liturgica è stata una grande conquista, ma troppo spesso questo tesoro è stato sprecato. Serve una maggiore formazione dei fedeli, degli stessi sacerdoti e, ormai, anche dei vescovi. Aspettiamo la visita del Papa sabato prossimo all’istituzione voluta da Pio XI per la formazione musicale del clero. Forse vedremo un gesto chiaro, un segnale sul futuro della musica sacra.