home chi siamo archivio news scriveteci
L’Onnipotenza di Dio è l’Onnipotenza dell’Amore
del Cardinale Angelo Comastri

L’inferno esiste ed è eterno
di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

Gli Ordini dei Canonici Regolari: numeri e abiti
di Daniele Di Sorco

Sul valore teologico del Concilio Vaticano II
di Don Curzio Nitoglia

Se anche le altre religioni recitassero il ‘mea culpa’
di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
di Gianluca Barile

La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Tentazione, ossessione, possessione

di Pietro Siffi

Quando oggi si parla di esorcisti e di esorcismi, si finisce col citare quei film di cui la cinematografia americana ha dato la versione più banale; se incautamente se ne parla con le menti illuminate del progressismo ateo e materialista, ci si sente snocciolare il trito ciarpame ideologico sull’Inquisizione e i roghi delle streghe, l’oscurantismo medievale e gli strumenti di tortura; se chiediamo lumi ad un certo clero educato alla scuola della psicanalisi freudiana ci sentiamo rispondere che il diavolo non esiste e che certi fenomeni sono da ricondurre a specifiche casistiche psichiatriche. Si passa dal sensazionalismo da baraccone dell’Esorcismo di Emily Rose al razionalismo più cieco, mantenendo le nostre perplessità e i nostri dubbi. Eppure Nostro Signore stesso, come riporta fedelmente il Vangelo, scacciò i demoni e diede questo potere ai Suoi discepoli, affidando alla Chiesa la potestà di comandare in Suo nome agli spiriti infernali. Ma chi sono questi demoni? Sono quegli spiriti purissimi creati da Dio che, messi alla prova per meritare il Paradiso, rifiutarono l’obbedienza e la sottomissione al Signore: secondo alcuni Padri fu loro mostrata l’Incarnazione di Gesù Cristo, seconda Persona della Santissima Trinità: essi non accettarono di dover adorare una creatura come l’uomo – anche se quest’Uomo, in virtù dell’unione ipostatica, era anche vero Dio – e meritarono il castigo eterno. Il loro capo, Lucifero, pronunziò quel famoso Non serviam, che da allora divenne il grido di ribellione dei malvagi. A differenza degli uomini, che hanno un’intelligenza imperfetta, gli Angeli hanno la capacità di comprendere in modo perfetto ed immediato il valore delle proprie azioni, assumendosene la piena e totale responsabilità: per questo essi non poterono avere una seconda possibilità, come accadde al genere umano: caduto nel peccato originale con Adamo, fu tuttavia riscattato dal Sangue di Cristo, capo dell’Umanità, che a nome di essa offrì al Padre Eterno il sacrificio perfetto in espiazione della nostra colpa. Un sacrificio perfetto perché la vittima immolata era Dio stesso, così come Dio era il Sommo Sacerdote Gesù Cristo. Gli angeli ribelli invece furono precipitati dal Cielo all’inferno, preparato per loro e per quanti essi avrebbero portato alla dannazione. Questa terribile realtà ci fa comprendere che i demoni sono spiriti intelligentissimi, la cui volontà è rimasta cristallizzata nel male e nella ribellione a Dio: per loro non c’è pentimento, né espiazione possibile. Sono però creature, e come tali devono loro malgrado sottostare ai piani divini e – ironia della sorte, se si può dire così – sono addirittura i ministri della Giustizia divina, avendo ricevuto il compito di punire i dannati all’Inferno. Ribelli nell’anima, ma costretti all’obbedienza. I demoni possono inoltre tentare l’uomo: essi lo fanno per fargli perdere la Grazia, ma il Signore utilizza la loro opera malvagia per farci acquisire quei meriti che ci sono indispensabili per godere della beatitudine eterna. Anzi: è la Sua stessa Grazia che ci soccorre nel momento della tentazione, dandoci la forza per resistere agli attacchi del Maligno. Anche in questo i demoni hanno un ruolo ben preciso nei piani della Provvidenza, tant’è vero che se ne vanno scornati appena si accorgono che la persona tentata è unita a Dio e nella tribolazione aumenta la propria virtù. La teologia chiama tentazione questa azione maligna di cui si serve comunemente il demonio per esercitare la sua azione nefasta sul mondo. Ricordiamoci che Nostro Signore medesimo si lasciò tentare per insegnarci a vincere il nemico delle nostre anime. Quando poi l’azione del demonio è visibile, forte e certa si ha la ossessione, con la quale il Serpente si scatena in modo inequivocabile sia per l’anima tormentata sia per il suo direttore di coscienza: in essa è chiarissimo il tentativo del demonio di appropriarsi della fortezza su cui egli non ha potere. Potrà essere esterna o interna, a seconda che questi assalti facciano leva sui sensi o sulle facoltà intellettuali. Ma in entrambi i casi la vittima dell’ossessione mantiene la coscienza della sua azione vitale e motrice sugli organi corporali, pur avvertendo questo tentativo di sopraffazione proveniente dall’esterno. L’ossessione può essere permessa da Dio per mettere alla prova un’anima ed aumentare i suoi meriti; può essere frutto dell’invidia e della superbia del Maligno, che non sopporta che vi siano persone che cercano la propria santificazione, la gloria di Dio e la salvezza del prossimo; può esser causata dall’imprudenza dell’ossesso, che magari ebbe a sfidare Satana come se fosse facile vincerlo; può essere infine dovuta ad una serie di circostanze che hanno portato l’ossesso ad aprire un varco al demonio, mostrandogli il proprio punto debole (dalla sensualità all’orgoglio). In tutti questi casi la persona rimane completamente libera e con la Grazia di Dio può vincere questi attacchi. I rimedi contro la possessione sono: la preghiera e la frequenza dei Sacramenti; la mortificazione e la penitenza; la fiducia e l’abbandono a Dio ed alla nostra Santissima Madre, che non nega mai un aiuto a chi La invoca. Poi vi è la possessione diabolica, molto impressionante nelle sue manifestazioni ma anche più rara. Se nell’ossessione gli assalti del demonio sono esterni, nella possessione vi è una vera e propria presa di possesso del corpo della vittima. E tanto per fugare ogni dubbio, si deve sapere che l’esistenza della possessione è di fede e che negarla scientemente pone fuori dalla Chiesa cattolica, è manifestamente temerario e con ogni probabilità anche eretico. Nel Vangelo si incontrano vari casi di possessione diabolica: uno dei caratteri più impressionanti della divina missione di Cristo fu proprio il Suo assoluto dominio sui demoni. In virtù di questo potere totale sulle creature, anche spirituali, Egli affidò alla Chiesa il compito di continuare questa lotta contro il Maligno (Mt. X, 8). In cosa consiste la possessione? Nell’invasione da parte del demonio di un uomo vivo, muovendone gli organi secondo il proprio arbitrio come se egli gli appartenesse. Vi si introduce e risiede realmente all’interno del corpo della sua vittima e in esso opera e parla. Senza la presenza del demonio nel corpo della vittima e il suo impero dispotico su di essa non si ha vera possessione. È come se lo spirito malvagio fosse al timone di una nave o al volante di un veicolo: lo conduce dove vuole. Ma l’anima rimane libera, perché è solo Dio che può abitarvi con la propria Grazia in un’unione intima e sacra che viene detta dai teologi inabitazione della Ss.ma Trinità. Lo scopo che il demonio si prefigge nella possessione è trascinare l’anima al peccato e alla dannazione; ma se essa si mantiene fedele alla Grazia, trova nella sua libera volontà un asilo inviolabile, contro cui il serpente non può nulla. Solitamente il posseduto non conserva la nozione e il ricordo di ciò che il demonio ha fatto per mezzo suo: atti, parole, convulsioni, scatti di ira e di empietà, oscenità e bestemmie innominabili. Altre volte la vittima è cosciente di quanto le accade e si sente usata dal demonio come una marionetta, senza tuttavia che l’anima ne sia violata. Per non esporre la nostra santa Religione al discredito degli increduli, occorre discernere attentamente i casi di vera possessione da quelli che possono essere dovuti a malattia mentale o a simulazione perversa. La Chiesa ha dato norme sapientissime per scoprire la frode: non basta l’odio del sacro, la bestemmia, l’agitazione del paziente per concludere che egli sia posseduto. Il Rituale Romanum spiega che questi fenomeni possono accompagnarsi alla possessione ma non ne danno necessariamente la certezza. Altra cosa è parlare con ricchezza di termini una lingua sconosciuta o comprenderla perfettamente; scoprire cose nascoste o distanti; mostrare una forza molto al di sopra delle facoltà ordinarie; riconoscere istintivamente oggetti benedetti. A parte rarissime eccezioni in cui essa è una prova purificatrice, di norma la possessione si riscontra solo nei peccatori, e viene data come castigo per i propri peccati: i casi anche attuali confermano che l’abitudine al peccato è uno dei primi varchi attraverso cui si insinua il demonio. Ovviamente la possessione avviene solo col permesso divino: se stesse nel diavolo, avrebbe già posseduto tutto il genere umano. Come avviene la possessione? Talvolta per richiesta della stessa vittima, per ottenere da Satana dei vantaggi temporali, o per imprudenza, come nel caso in cui – contro la legge della Chiesa – si fanno sedute spiritiche o riti di superstizione. Altre volte avviene per punire i peccati ed ispirare orrore verso il demonio. Per combattere la possessione vi sono ovviamente mezzi remoti e prossimi. Quelli remoti sono la Confessione sacramentale, la santa Comunione, la preghiera e il digiuno – come fece Nostro Signore nel deserto – e l’uso dei Sacramentali: la Croce di Cristo anzitutto, e poi acqua benedetta. Anche se oggi è una pratica rifuggita da alcune menti progressiste di scarso spirito cattolico, va ricordato che la Chiesa ha il potere – mediante i suoi ministri – di conferire a determinati oggetti, mediante consacrazione o benedizione, la virtù di neutralizzare l’azione di Satana. Anche il segno della Croce è un’arma invincibile: davanti ad essa il demonio fugge terrorizzato, perchè gli ricorda la Redenzione e la vittoria di Cristo sul Principe di questo mondo. Il Santo Nome di Gesù e di Maria sono parimenti utilissimi nei momenti della tentazione e dell’assalto del maligno. Vi sono poi i mezzi prossimi, gli esorcismi: la Chiesa, in virtù della potestà di scacciare i demoni ricevuta da Cristo, istituì l’esorcistato, il terzo dei quattro Ordini minori, abolito da Paolo VI ed ora ritornato in vigore con il Motu proprio Summorum Pontificum, dal momento che il rito tridentino – dichiarato da Benedetto XVI mai abolito – lo presuppone e lo prevede nella propria liturgia. Col passare dei secoli la Chiesa limitò il potere di celebrare esorcismi solenni e pubblici solo a sacerdoti esperti, nominando uno o più esorcisti in ogni Diocesi. L’esorcismo privato può essere invece compiuto da qualsiasi sacerdote. I fedeli cattolici hanno poi il potere, in virtù del Battesimo, di ordinare al demonio di allontanarsi da loro, ma si tenga presente che lo scongiuro (in latino Adjuratio) è una forma che non può in alcun modo sostituire l’azione della Chiesa, poiché solo ai sacri ministri è conferito il potere di scacciare il demonio. In ogni caso, laddove si voglia ricorrere allo scongiuro, ci si dovrà rivolgere al Nemico in modo deciso, con autorità e con disprezzo: il pacifismo con il Serpente è totalmente controproducente.