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Le grandi lezioni di Padre Pio

Dall’inviato

Bruno Volpe

SAN GIOVANNI ROTONDO – “San Pio fu un esempio di misericordia e di obbedienza”:  sono le parole più significative del Vescovo di Manfredonia e Vieste, Monsignor Vincenzo D’Ambrosio, pronunciate durante la cerimonia penitenziale presieduta a San Giovanni Rotondo a 39 anni dalla scomparsa del frate con le stigmate. Con poche battute, sintetiche ma efficaci il prelato ha individuato due dei punti fondamentali dell’intera esistenza del Santo: la misericordia, che seppe dimostrare con il suo incessabile amore verso il sacramento della confessione, e l’obbedienza, che seppe mantenere intatta davanti ai tanti provvedimenti discutibili che la Chiesa dell’epoca adottò nei suoi confronti. Come è noto, infatti, Padre Pio fu vittima di calunnie anche all’interno della stessa Chiesa, e venne punito con il divieto di celebrare messa in pubblico; davanti all’ingiusta punizione il frate rispose: “Accetto tutto dalla Chiesa, come potrei ribellarmi a mia madre?“. Parole forti, quanto mai attuali oggi davanti ad episodi di insofferenza contro la Santa Istituzione voluta da Cristo. Trentacinquemila fedeli provenienti da tutto il mondo hanno intanto sfidato il freddo nella notte tra sabato e domenica a San Giovanni Rotondo per prendere parte alla veglia di preghiera per Padre Pio, ma e’ stato davvero un trionfo della fede, quella vera e matura. Un plauso merita chi ha diretto le celebrazioni liturgiche: impeccabili, con misura e precisione, ornamenti sobri ma eleganti, senza  inutili svolazzi rock o canzonette, la dimostrazione della universalità del Santo e della religione che non ha bisogno di incentivi o giovanilismi alla moda. Con piacere abbiamo assistito all’Adorazione Eucaristica, così importante e così assente negli ultimi tempi, e alla liturgia penitenziale. “Possiamo fare a meno del sole ma non dell’Eucaristia”, diceva con simpatico ma esatto paradosso Padre Pio. Le  cerimonie  in onore del Santo di Pietrelcina, con la presenza della statua della Madonna di Fatima, hanno confermato la straordinaria popolarità di questo Frate, l’attualità del suo messaggio, che la fede non è monopolio solo dei colti, dei raffinati o dei teologi, ma dei semplici, di chi si inchina davanti al Mistero senza troppi come e perché, e senza le lusinghe di concerti e scampagnate fuori porta. Ma ora, finite le feste e le liturgie, pare di sentire la burbera voce del Santo che, benedicendo dal Cielo, dice a tutti, com’era solito fare da vivo: “Guagliò, cumpurtateve buon” (ragazzi, comportatevi bene, cioè cristianamente). Una delle grandi lezioni di San Pio di Pietrelcina.