|
|
|

|
|
Il Grillo sparlante
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Francamente, non avremmo voluto parlare di lui: già invade, e troppo, la scena politica e mediatica in questi giorni post-estivi. Ci riferiamo al comico, in tutti i sensi, Beppe Grillo, ormai sparlante. Durante il “V Day” di Bologna (e per eleganza sorvoleremo sul significato di quella V), facendo l’elenco degli uomini politici che siedono in Parlamento malgrado abbiano riportato delle condanne penali, quando ha pronunziato il nome di Gianni De Michelis, Grillo ha detto alla folla incitata e incitante: “Pensate, Luciano Pavarotti è morto e De Michelis è ancora vivo: neanche Dio è più democratico”. Intanto è da segnalare il cattivo gusto. Offendere un uomo tanto da arrivare ad augurarsi la sua morte è immorale e spregevole, così come lo è utilizzare la morte di una gloria mondiale per strappare qualche applauso con una inutile demagogia. Ma veniamo alla parte più grave: secondo Grillo, e i suoi sostenitori, “Dio non è più democratico”. Ci chiediamo, e volentieri chiederemmo a questa sorta di Masaniello al pesto cresciuto all’ombra della Lanterna di Genova, chi si crede di essere per metter bocca addirittura sul Creatore con battute e paragoni di pessimo gusto? Basta un blog di successo (sia pur effimero e mondano) per dare patenti? Gesù, nella sua immensa saggezza, ammonì a non condannare per non essere condannati, specificando che con la stessa misura con la quale avremmo giudicato, saremmo stati giudicati. Non è nostro compito valutare se Grillo sia pericoloso o no, se possa realmente indurre qualcuno a sparare contro gli uomini politici (come ha paventato l’intelligente direttore del Tg2, Mauro Mazza), ma certo è che il comico genovese stia generando un clima di seria tensione nel Paese. Ora, gli domandiamo con amicizia e in umiltà: crede davvero di essersi trasfigurato nel nuovo Messia? Che altro ci riserverà? La divisione tra buoni e cattivi appartiene solo ed esclusivamente all’Altissimo. Lasci, Grillo, il nome di Dio lontano dalle beghe terrene, eviti toni da crociate e, così, sarà almeno tollerabile. E forse anche più credibile.
|
|
|