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Libertà e disobbedienza
di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Certamente le intenzioni dell’Arcivescovo di Caserta, Monsignor Raffaele Nogaro (nella foto), erano limpide. Fatto sta che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cosi’ le ha riassunte ed interpretate: “Niente Messa in latino. Il Vescovo disobbedisce al Papa”. Per chi non conosca i fatti, il Prelato ha cancellato lo svolgimento di una Messa secondo il rito tridentino in una Chiesa locale adducendo che non era stato informato dal rettore e che il rito tridentino “e’ una distorsione”. Ora, non intendiamo dissertare sulla Messa tridentina, che fa parte comunque del patrimonio e della tradizione della Chiesa. Al Pontificale di Loreto, il giorno 14, celebrato dal Cardinale Dario Castrillon Hoyos, la Chiesa era stracolma soprattutto di giovani: forse questa e’ la miglior risposta alla obbiezioni del prelato casertano. Ma cio’ che preoccupa maggiormente e’ la definizione, attribuita a Monsignor Nogaro e mai smentita, di messale che “distorce”. Qui viene il punto nodale. Se Benedetto XVI in data 7 luglio, con un Motu Proprio, ha deciso di liberalizzare la Messa secondo i libri liturgici di San Pio V, lo ha fatto con scienza e coscienza, quindi i pastori, vescovi in testa, non dovrebbero ubbidire alle proprie legittime convinzioni ma al Papa. In quanto alle affermazioni che la Messa tridentina sia distorsiva, ci permettiamo, con la massima tranqullita’, di affermare che essa non distorce proprio niente. Affermare che sia distorsiva rappresenta un grave atto di accusa, questo si’ distorisivo ed offensivo verso il passato e la tradizione della stessa Chiesa di cui il prelato di Caserta fa parte. Forse sarebbe il caso che intervenga la Commissione “Ecclesia Dei” o che i Vescovi critici come Nogaro facciano come più illustri prelati e Cardinali che tacciono, pur non amando la Messa tridentina, per rispetto nei confronti del Santo Padre.
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