di Bruno Volpe
CITTA’ DEL VATICANO – Si possono condividere o no, ma le opinioni di Rino Cammilleri sono sempre puntuali, precise e graffianti. Da buon siciliano a denominazione di origine controllata, e’ zeppo di ironia, e la sua analisi è sempre lucida e tagliente. Nel solco di Vittorio Messori, Rino Cammilleri (nella foto), classe 1950, nato a Cianciana, in provincia di Agrigento, collabora con molte illustri testate, alcune laiche, altre dichiaratamente cattoliche; e’ inoltre l’autore della fortunata rubrica “Santo del giorno” pubblicata da “il Giornale”, ed è stato collaboratore per anni di Avvenire, Liberal, Oggi, Tempi, Il Timone, Studi Cattolici. Dunque, un palmares di assoluto prestigio, un intellettuale di classe. Cammilleri ci parla, a modo suo e con risposte lapidarie, del Motu Proprio di Benedetto XVI che ha liberalizzato la Messa secondo il rito pre-conciliare di San Pio V. Come è noto, il Motu Proprio entrera’ in vigore il 14 Settembre, un atto di giustizia e liberta’ verso i settori tradizionalisti in tempi in cui il rispetto delle norme liturgiche molte volte latita.
Ma che ne pensa, Cammilleri, in proposito?
“Il mio giudizio sul Motu Proprio e’ molto positivo. Anzi, dico proprio che era ora… “.
Generalmente, l’accoglienza al provvedimento di Benedetto XVI e’ stata positiva, anche se si e’ levata qualche voce di dissenso, legittimo, anche all’interno della stessa Chiesa…
“Le critiche? Vengono da settori progressisti … “.
Si spieghi meglio…
“Sì, si tratta di settori progressisti i quali non si rassegneranno facilmente alla fine della loro egemonia, per la quale il Motu Proprio rappresenta l’inizio della fine”.
In compenso, forse la decisione del Papa potra’ servire a recuperare il rapporto con i seguaci di Monsignor Marcel Lefebvre.
“Non so se riuscira’ a riallacciarci con i lefebvriani, perche’ la loro posizione e’ molto piu’ radicale e comincia prima di tutto dal Concilio Vaticano II, ma si tratta sicuramente di una mano tesa “.
Quali reazioni prevede dopo l’entrata in vigore del Motu Proprio?
“Credo che esistera’ ancora a lungo la sorda ostilita’, quando non l’ostruzionismo, del clero progressista, vescovi compresi”.
Insomma, Cammilleri proprio non le manda a dire. Un’analisi chiara e lucida, la sua, che si puo’ approvare oppure no, ma che ha comunque i pregi della chiarezza e dell’onestà intellettuale.