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del Cardinale Angelo Comastri

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di Maurizio Fois

Quando l’Eucaristia è vittima dei satanisti
di Stefano Cropanese

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di Don Curzio Nitoglia

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di Sergio Rolando

Il Generale e la cappella del disonore
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La Grazia e il Peccato, nostro pane quotidiano
di Luciano Nicastro

Lettera a un seminarista
di Andrea Maniglia

Pompei, dove la Madonna appare ai cuori
di Padre Antonio Rungi



Exsurge, Domine! Quare obdormis?

di Pietro Siffi

Exsurge, Domine! Quare obdormis? Sorgi, o Signore! Perché dormi? Sono le parole con cui vorremmo rivolgerci all’Altissimo, perché volga il Suo sguardo sulla Santa Chiesa, che attraversa una crisi al cui confronto l’arianesimo pare una lieve deviazione dottrinale. Ma ci viene più spontaneo esclamare Domine, salva nos, perimus! Salvaci, o Signore, stiamo morendo! È il grido che gli Apostoli, sorpresi da una tempesta mentre sono a pesca, lanciano a Nostro Signore addormentato sulla loro barca. Perchè dovremmo invocare l’aiuto del Signore? L’occasione ci viene da uno scritto diffuso dalla comunità olandese dei Padri Domenicani, rilanciato da non poca stampa progressista e significativamente anche dall’UAAR, l’Associazione degli Atei, Agnostici e Razionalisti ben nota per le sue sacrileghe battaglie per lo sbattezzo e per la rimozione del Ss.mo Crocifisso dai luoghi pubblici. Quelli che dovrebbero essere i figli di San Domenico abbandonano l’ortodossia cattolica e si avventurano sullo scosceso sentiero già percorso dall’eresiarca Lutero e dai suoi seguaci: il rinnegamento del sacerdozio ministeriale e della sua divina istituzione come Sacramento dell’Ordine. Così anzichè eccellere nello studio della dottrina e diffondere con la predicazione le Verità cattoliche, costoro propongono candidamente la possibilità di celebrare la Messa e consacrare le Sacre Specie da parte dei laici, visto che mancano sacerdoti e che le parrocchie e le chiese chiudono inesorabilmente per la diserzione dei Ministri sacri e dei fedeli. «Pronunciare le parole della consacrazione non è un diritto riservato al prete», afferma il farneticante opuscolo. Un’eresia di una tale gravità non si sentiva da parecchio. Che siano i Domenicani a pronunciarla suona maggiormente di scandalo, perché il loro ordine nacque per difendere la Fede Cattolica dagli attacchi dei nemici della Chiesa di Cristo. Possiamo verificare ancora una volta come l’eredità dei “cattivi maestri” – il domenicano Schillebeeckx fra essi – non manchi di trovare zelantissimi adepti ancor oggi, in aperto contrasto con l’insegnamento magisteriale dei Sommi Pontefici e con i ripetuti richiami di Benedetto XVI. Sappiamo già – per l’esperienza pregressa – che gli artefici del velenoso libercolo Kerk en Ambt (Chiesa e Ministero) non saranno condannati, non verranno sospesi a divinis, né scomunicati. A dire il vero la loro eresia è tale da incorrere già nelle scomuniche comminate dai Canoni del Concilio di Trento, ma una presa di posizione dell’Autorità Ecclesiastica dovrebbe essere ferma e decisa. Purtroppo è proprio la mancanza di sacerdoti – quella stessa che indusse a inventare il diaconato permanente per sopperire alla crisi vocazionale del postconcilio – a lasciarci credere che la Chiesa d’Olanda e l’Ordine Domenicano si alleveranno in seno questi servi infedeli del Signore, pur di non dover chiudere altre chiese. Altre Diocesi lo fanno con ministri immorali, con sacerdoti concubinari, con sedicenti teologi che usurpano le cattedre dei Seminari e delle Università cattoliche per insegnare dottrine deviate o vere e proprie eresie. Arriva al massimo una precisazione della Congregazione per la Dottrina della Fede, sempre prudentissima ed attenta a non irritare la suscettibilità di questi seminatori di zizzania nel campo del Signore. Si preciserà l’ortodossia cattolica sommessamente, lasciando che l’errore sia pubblicato e diffuso dalla stampa e da chi fa dell’attacco alla Chiesa la propria ragione di vita. Per questo il grido Domine, salva nos, perimus! ci affiora alle labbra spontaneo, con la consapevolezza che Nostro Signore, che pare dormire mentre siamo squassati dalla tempesta, non mancherà di svegliarsi e di comandare ai venti e ai flutti di calmarsi. La barca su cui ci troviamo è la Chiesa Cattolica: a bordo con noi c’è anche il suo divino Fondatore, e non permetterà che affondiamo. Lo sa anche il nostro timoniere, il Santo Padre, attorno al quale ci stringiamo per confortarlo e per confermargli la nostra fedeltà. Non così i Domenicani olandesi, che hanno preferito annegare tra le onde ed abbandonare Gesù Cristo e il Suo Vicario, dopo averne rinnegato l’insegnamento.